11 giugno 2010

Interceptor



Ieri c'è stato il SI del Senato sulla famigerata Legge sulle intercettazioni.
Onestamente ho difficoltà a farmi un'opinione chiara in merito.

E' vero che con le intercettazioni sia possibile riuscire a svelare comportamenti illeciti e criminosi negli ambiti dei quali altrimenti diventerebbe difficile individuare le responsabilità dei vari coinvolti.
Però è anche vero che il materiale raccolto durante tali intercettazioni potrebbe contenere dei brani che - pur non pertinenti all'indagine in corso - potrebbero sempre avere una rilevanza tale da essere utilizzati per influenzare, ricattare, etc...vari personaggi coinvolti nell'argomento dell'indagine ma non rei in tale contesto...
Sì, il materiale non pertinente dovrebbe essere scartato...appunto, "dovrebbe" è una forma verbale differente da "sarà"...soprattutto in Italia...

E' vero che la gente deve essere informata di quel che bolle in pentola, senza censure e bavagli che pregiudichino l'integrità dell'informazione...
Però è anche vero che i giornalisti ambiziosi mirano allo scoop per mettersi in mostra...e per lo scoop serve il sensazionalismo, e uno sputtanamento a cinque colonne in prima pagina è sensazionalistico! Molto meno lo sono le eventuali scuse relegate magari in un trafiletto in quarta o quinta pagina, nel caso in cui il proseguimento delle indagini dimostri che si è trattato tutto di un equivoco...
Ma quando uno viene sputtanato, è difficile che riesca a rifarsi una reputazione, anche nel caso in cui lo scoop si dimostri successivamente "non particolarmente accurato".

E ancora: ok informare la gente sugli sviluppi di una vicenda, ma esiste il rischio che qualche giornalista troppo "zelante" esponga degli elementi passati sottobanco che possono compromettere l'integrità dell'indagine...

Dulcis in fundo, l'annosa questione: CHI controlla i controllori? CHI mi garantisce che lo strumento delle intercettazioni non venga poi utilizzato in modo troppo disinvolto, arrogando allo Stato il diritto di ficcare il naso nelle faccende private di chicchessia?

Siamo alle solite: questo tipo di questioni è troppo delicato per essere regolato da quattro norme in croce...ogni caso fa storia a sé e, piuttosto che una legge nuova, ci sarebbe bisogno di un po' più di buon senso instillato in chi deve prendere certe decisioni.

Solo che il buon senso è materia particolarmente rara da queste parti...

P.S.: un esempio particolarmente lampante di questa ultima affermazione può essere individuato nell'intervista al segretario di ANM, il quale "suggeriva" che qualora il compenso di un magistrato fosse abbassato, eh beh...il soggetto potrebbe diventare "sensibile a lusinghe o bisogni di tipo economico"...mentre l'affermazione si commenta da sé, invito nuovamente tutti a leggere il voulme "Magistrati: l'Ultracasta" per ulteriori dettagli sui miseri compensi di questi signori...

26 maggio 2010

Tutti al mare?


Impazza in questi giorni la polemica sull'ultima geniale trovata riguardante la scuola, proveniente dal senatore PdL Giorgio Rosario Costa: posticipare l'apertura delle scuole ad ottobre, come succedeva decenni fa.

Questa proposta mi pare delirante a tutto campo: innanzitutto parliamo dell'argomento cardine...la scuola. Già è disorganizzata così, e il pessimo livello di istruzione dei giovani virgulti lo dimostra quotidianamente (e non venitemi a dire che è colpa del fatto che i precari siano a spasso, perché quella è una cazzata demagogica bella e buona, sulla quale tornerò in un qualche post futuro).
Ciò detto, mi pare aberrante contribuire a comprimere ulteriormente le giornate di insegnamento a disposizione.

Analizzando la proposta da un altro punto di vista, hanno ben ragione ad esserne preoccupati i genitori. I lavoratori (almeno, la stragrande maggioranza di essi) non hanno certo a disposizione 3-4 mesi di ferie: se non ci sono nonni o prozie a disposizione cui affidare i pargoli, come si fa? Non si può certo pensare di lasciarli a casa da soli (almeno quelli sotto una certa età)...
Certo, li si può mandare a "Estate Ragazzi" o in colonia, ma sono soluzioni a costo > 0, che non sono proprio un toccasana per le tasche della gran parte degli italiani, già messe a dura prova dalla crisi (quella vera + quella gonfiata dai media) e dagli aumenti assurdi (uno su tutti quello della benzina).
Ora, senza impegolarsi in improbabili letture vittimistico-femministe come quella di una intervistata («Sembra anche un ennesimo attacco al lavoro delle donne. Senza nonni disponibili, come si fa a gestire un periodo di quattro mesi?»), è decisamente un problema logistico non banale, e sicuramente chi ha fatto la proposta non ne ha tenuto conto.

Ma la vera genialità della trovata è la motivazione addotta dal senatore Costa: in questo modo si favorirebbe il turismo...Eh? Ma stiamo scherzando?
Il ministro Gelmini afferma: «A settembre si possono avere migliori opportunità sul piano economico.»...e questo è vero. Peccato che poi la stessa dichiarazione contenga un'imprecisione grossolana: «Oggi le vacanze per le famiglie non sono più concentrate a luglio e agosto»
Mmm...a me non risulta: ha provato, la signora ministro, a farsi un giro per Torino o Milano ad agosto? C'è il deserto.
Perché? Evidentemente perché le grandi aziende chiudono tutte simultaneamente (ed è ragionato: cosa tengo aperto a fare se le ditte con cui commercio sono chiuse?)...e perché le tariffe sono più alte ad agosto? Forse per lo stesso motivo, oserei dire.
Se ci sono arrivati gli albergatori, trovo strano che non ci arrivi il ministro. Ma tant'è!
E neanche gli amministratori locali brillano per acume, se l’assessore regionale Alberto Cirio dichiara: «In Piemonte, meglio sarebbe introdurre una settimana verde in primavera, prima o dopo Pasqua, a seconda degli anni. La primavera è il periodo su cui dobbiamo puntare per sviluppare percorsi verdi, di arte e di cultura»...ehm, mi può anche spiegare quali aziende siano così propense a dare ai dipendenti le ferie in primavera???

Se quindi sommiamo la verosimile poca flessibilità dei periodi di ferie per la grande maggioranza degli italiani alla loro poca disponibilità economica a prescindere*, mi viene veramente difficile ipotizzare una relazione di causa-effetto tra il prolungamento delle vacanze scolastiche e un beneficio per l'industria turistica, mentre mi appaiono lampanti le problematiche che un tale provvedimento contribuirebbe ad alimentare.

Certo è che per accorgersene sarebbe stato necessario avere una qualche remota familiarità con un ambiente lavorativo.

*: Va poi detto che c'è un sacco di gente che - pur faticando ad arrivare alla fine del mese - non concepisce di non andare in vacanza d'estate ed arriva a togliersi il pane di bocca pur di andare un paio di settimane al mare! Ognuno è libero di agire come ritiene opportuno: mi dà solo un po' fastidio quando questa stessa gente si lamenta di essere in miseria.

19 maggio 2010

Esserci o non esserci

Con riferimento all'agguato di Herat avvenuto lunedì scorso, in cui hanno perso la vita due soldati italiani ed altri due sono stati feriti, voglio riportare l'editoriale di Alberto Infelise pubblicato sull'edizione odierna di Metro.

INFANTILISMO DEMOCRATICO

Che tenera la nostra democrazia, verrebbe da darle il ciuccio e cullarla. Poi magari fare tò-tò sul sederino a certi rappresentanti del popolo che non esitano, nonostante l’età pensionabile, a fare sfoggio di infantilismo. La questione è semplice: le guerre (ops, le missioni di pace, pardòn) o si fanno o non si fanno. Se si decide di farle, ci si mandano i nostri militari. Che sanno quel che vanno a fare, e infatti ci vanno armati, mica con paletta e secchiello. È un insulto a loro, alle loro famiglie, alla storia (in generale e alla nostra in particolare), rifare l’indegno balletto “ci stiamo ancora-no non ci stiamo più dai” tutte le volte che un lutto ci colpisce.

Che vuol dire? Che le guerre (ops, le missioni di pace, pardòn) le facciamo solo se siamo sicuri di non farci male? Il rispetto e la gratitudine per i militari che sacrificano la loro vita per lo Stato passa anche per il non cambiare idea ogni sei minuti sulla politica estera e sul ruolo delle Forze Armate.

La morte è una cosa seria, non l'ennesimo palcoscenico guitto per l'onanismo bicamerale. Con che faccia alcuni parlamentari, proprio nel giorno della morte dei nostri Alpini, si permettono la leggerezza di dire “vabbe', ma a che serve stare lì”?

Magari se ve lo foste chiarito per bene prima di mandarceli, loro se ne stavano a casa ed evitavano di morirci in Afghanistan. Ché a occhio e croce qualcosa di meglio da fare ce l'avevano.

Sono decisamente d'accordo con il ragionamento di Infelise: che senso ha mandare dei soldati a fare il lavoro dei soldati per poi stupirsi se i soldati vengono uccisi? (Stupore oltretutto manipolato per scopi politici)

Occorreva appunto chiarirsi le idee PRIMA di impegnarsi nella missione, e poi appunto decidere di NON impegnarsi.
Sono assolutamente contrario all'ingerenza di una nazione nelle faccende interne di un'altra. Specialmente se questa ingerenza viene concretizzata per mezzo di installazioni militari.

E soprattutto sono contrario quando si appoggiano tali ingerenze solo per vassallaggio nei confronti della potenza egemone.
Non venitemi a raccontare che la presenza delle truppe in Afghanistan (ma come in Iraq, Libano, ecc...) sia dettata da motivazioni umanitarie per "garantire la democrazia in quelle zone", e altre stupidaggini del medesimo tenore. Se fosse veramente questa la molla che spinge i paesi occidentali ad intervenire, come mai nessun contingente è stato mai inviato in Ruanda, in Congo, in Zimbabwe, in Sierra Leone e nelle altre realtà africane dilaniate da decenni di dittatura e conflitti interni?
Non hanno forse bisogno anche loro di democrazia?

Il problema è che queste ultime aree non sono "strategicamente importanti", in particolare per gli USA, a differenza dell'Afghanistan e dell'Iraq (che consentono di tenere d'occhio da vicino Iran e Cina) e del Medio Oriente in genere (che permette di mantenere sotto controllo i paesi produttori di petrolio).

In definitiva, ora siamo in ballo e bisogna - volenti o nolenti - ballare: abbiamo preso degli impegni ed è coerente mantenerli.
In vista della prossima volta, però, magari sarebbe il caso di fermarsi e ragionare se effettivamente sia sensato mandare delle proprie truppe in casa d'altri, o se non sia magari il caso di scrollarsi lo Zio Sam dalle spalle...
Perché mi pare che a quest'ora il Piano Marshall l'abbiamo ampiamente ripagato.

13 maggio 2010

A volte rivaneggiano!

Evidentemente il mese di maggio ha la sgradevole prerogativa di indurre seri casi di vaneggiamento nelle pubbliche personalità. Era già successo l'anno scorso, quest'anno il copione si ripete con nuovi personaggi.

Alcuni giorni fa, infatti, il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio ha proposto che i parlamentari che "lavorano seriamente" debbano essere premiati. Come? Ma ovviamente con un aumento di stipendio!
Ma in verità tutto il periodo dell'onorevole è degno di figurare in un testo psichiatrico: "Vorrei che concorressero alla vita pubblica i migliori che, invece, oggi, anche per una giusta ambizione economica, preferiscono puntare a dirigere imprese, a diventare imprenditori essi stessi o a intraprendere altre carriere ben piu' remunerative, come, ad esempio, i tanti alti funzionari dello Stato".

Beh, come dargli torto? Perché i succitati "migliori" dovrebbero abbassarsi ad andare a tirare la cinghia in Parlamento dove, con le attuali remunerazioni si rischia di non arrivare a fine mese? Del resto il mondo economico nazionale e non offre quotidianamente milioni e milioni di opportunità imprenditoriali di successo: ci sono vagonate di quattrini che aspettano solo che qualcuno allunghi la mano e li faccia propri!

A me la proposta di Stracquadanio, in fondo in fondo non dispiace: trovo giusto distinguere tra chi fa coscienziosamente il proprio lavoro e chi non lo fa*. Cambierei solamente l'offset rispetto al quale effettuare le variazioni.
Mi spiego: visto che i nostri CARI rappresentanti sono appunto CARI in virtù degli emolumenti che ingollano mensilmente (stipendio base, indennità, rimborsi, etc...etc...), proporrei di SANZIONARE quelli che si rendono indegni del loro ruolo. In tal modo il valore della proposta di Stracquadanio rimarrebbe: i parlamentari meritori guadagnerebbero comunque di più rispetto ai propri colleghi meno virtuosi, e il tutto avverrebbe senza ulteriore esborso da parte delle casse statali (= contribuenti = NOI).

Speriamo che maggio passi in fretta e che STRAcquadanio non STRAparli più!

* A tale proposito ci sarebbe da risolvere un piccolo dubbio: a CHI spetterebbe la valutazione sull'operato dei parlamentari? Visto che da noi non si usa diffondere al volgo dati oggettivi sui risultati raggiunti dai deputati e senatori (se non dopo un adeguato maquillage) in modo che possa essere l'elettorato stesso a fornire un feedback di gradimento per i singoli rappresentanti, magari tale compito potrebbe essere affidato a una Commissione ad-hoc (i cui membri dovranno pur ricevere uno stipendio supplementare per questa funzione) composta - toh! - da ALTRI parlamentari? Con buona pace della trasparenza e del conflitto di interessi! Del resto abbiamo già dei fulgidi esempi di meccanismi simili in Italia: uno su tutti il CSM (leggasi a tale proposito "Magistrati. L'Ultracasta." di Stefano Livadiotti per farsene un'idea...)

30 marzo 2010

C'è da spostare una Mercedes...



In verità mi aspettavo un plebiscito, invece non è andata così.
Evidentemente c'è ancora troppa gente che, con l'obiettivo di scalzare il Nano*, è disposta a dare credito a questi cialtroni.

Tra questi sicuramente gli entusiasti degli exploit come "Raiperunanotte" e simili, per i quali (stante anche il successo della Polverini nel Lazio) vale una riflessione: non basta fare più rumore degli altri per essere una maggioranza.
E' ora che se ne rendano conto.

* il quale comunque auspico che lasci la scena politica al più presto, poiché con il suo "modus operandi" tutt'altro che impeccabile ha ridotto il confronto politico ad un'indegno battibecco "con me o contro di me" stile Amici di Maria, che non contribuisce assolutamente all'evoluzione del contenuto politico italiano.
(e questo a prescindere dalla pochezza delle proposte del PD)

18 marzo 2010

E pluribus nemo



Il 28 e 29 marzo - ormai tutti lo sanno, grazie anche alle deprecabili vicende delle liste in Lazio e Lombardia - saremo chiamati alle urne per eleggere le compagini di governo delle nostre regioni.

E si ripropone il solito dilemma: chi votare?
Il problema è trovare un candidato le cui caratteristiche affini siano sufficientemente solide da incoraggiarne l'appoggio, e contemporaneamente le cui caratteristiche opposte non siano così significative da scoraggiarlo.

Per quanto mi riguarda la scelta è parecchio complicata.
Vediamo...

Del PdL condivido molti principi di base sulla carta...però trovo intollerabile il continuo ricorso a intrallazzi, corruzioni, tangenti, pastette, favori e favorini effettuato dagli esponenti ex-FI, e non mi piacciono assolutamente i metodi squadristi ed una certa ottusità di fondo di parecchi appartenenti all'ex-AN.

Nei confronti del PD sono in disaccordo praticamente su tutto: quelle che loro presentano come priorità sono per me all'estremo opposto, non condivido la loro ideologia e soprattutto mi dà parecchio fastidio l'atteggiamento talebano di arroganza spocchiosa dei loro esponenti e della maggioranza dei sostenitori, che ritengono il loro modo di pensare l'unico giusto e sacrosanto e guardano chi la pensa in modo diverso dall'alto in basso con condiscendenza.

L'UDC? Assolutamente fuori questione, in primis perché mi danno l'idea di essere fortemente ipocriti...e poi per le alleanze che hanno stretto a livello locale.

La Lega ha dalla sua il fatto di essere un movimento coerente, ben organizzato, solido e rispettoso delle regole...peccato che parecchi loro esponenti si rendano sovente protagonisti di uscite che esprimono idee fortemente permeate di pregiudizi, oltre a rivelare sensibilità ed acume non proprio brillanti!

Molte delle proposte dell'IdV non mi dispiacciono, e la loro ideologia di base è assolutamente condivisibile...peccato che siano guidati da un manipolo di soggetti che fanno largo uso della demagogia e che sono ossessionati dalla neutralizzazione della figura politica più ingombrante degli ultimi 15 anni!
Idem dicasi del movimento di Beppe Grillo, con una sostanziale differenza: non mi piace il loro atteggiamento "nimby" ed immobilista per qualunque cosa venga proposta, e naturalmente l'uso smodato della demagogia.

Dei Comunisti apprezzo la lotta per difendere i diritti dei lavoratori, anche se non ne condivido i metodi (uno su tutti: lo SCIOPERO, specialmente laddove questo tipo di azione non si riflette in un danno per il "padrone", ma solo per gli utenti finali che non ne possono niente, e mi riferisco alle astensioni dal lavoro nel trasporto pubblico, nella sanità ed in ogni altra attività legata ai servizi di base erogati alla cittadinanza)...e soprattutto trovo assurda la parte della loro ideologia che condanna il capitalismo e che auspica il livellamento sociale.

I movimenti minori non li prendo neanche in considerazione: purtroppo non posseggono sicuramente la forza e l'organizzazione necessaria per essere considerati un'alternativa valida, e contribuiscono solo alla dispersione del voto (specchio peraltro della dilagante incertezza e disaffezione dell'elettorato).

Sarà il caso di riflettere molto bene prima di tracciare la crocetta sulla scheda, sperando di non tracciarla contemporaneamente sul futuro!

05 marzo 2010

L'incapacità di sottostare alle regole


Quanto sta succedendo in questi giorni riguardo alle liste elettorali del PdL in Lombardia e Lazio ripropone per l'ennesima volta l'amministrazione della cosa pubblica in una luce grottesca e deprimente.
La legge prevede delle scadenze per la presentazione dell'elenco dei candidati: è una cosa logica e neanche particolarmente complicata da capire.

Se per idiozia o malafede ("o" nell'accezione latina "vel", perché ovviamente una cosa non esclude l'altra) chi è incaricato di presentare le liste all'ufficio competente non rispetta tali scadenze, esse non possono essere ritenute valide.

Invece no: data l'abitudine di procedere per deroghe, proroghe e workaround i soggetti in questione avranno sicuramente pensato "Eh, che cosa sarà mai...oggi, domani...c'è tempo!"

Bene: AVREBBERO DOVUTO ESSERE ESCLUSI.
Punto e basta.
Almeno, in un Paese dove la parola "regole" abbia ancora qualche significato, dovrebbe funzionare così, e chi ha sbagliato si farebbe furbo per la volta successiva, dopo aver energicamente massaggiato il cranio di chi ha causato tutto il casino.

Al contrario, qui abbiamo assistito per l'ennesima volta al classico teatrino perfettamente stigmatizzato da Enrico Ruggeri in Fango e stelle ("La commozione, l'indignazione, la protesta, la nazione, la delazione:che baraccone"), appellandosi ad inesistenti diritti dei cittadini di poter votare per i propri beniamini (il cittadino ha il sacrosanto diritto di poter esprimere la propria preferenza...ma tra i candidati in regola! altrimenti io posso mettermi pretestuosamente a sbraitare perché non posso votare il lattoniere sotto casa e chiedere che le elezioni vengano procrastinate all'infinito!)

(In)credibilmente (siamo pur sempre in Italia), qualcuno ha dato ascolto a queste proteste basate su ragionamenti solidi come la carta igienica bagnata accettando ricorsi al TAR, proposte di rinvio del turno elettorale, e via dicendo...
E ancor più (in)credibilmente, pare che qualcuno ce l'abbia fatta ad affermare la propria volontà in barba ai regolamenti senza neanche pagare ammenda!

Ora, cosa dovrebbe pensare l'elettore di tutto ciò? In particolare quando il mancare una scadenza per il pagamento di un qualunque balzello impone a quest'ultimo di produrre una montagna di burocrazia per spiegare il come, il quando e il perché del ritardo, corrispondendo naturalmente un cospicuo interesse di mora che non stona mai...e i cui eventuali ricorsi al TAR hanno sicuramente un tempo di incubazione molto maggiore rispetto ai pochi giorni impiegati da tale organo per pronunciarsi sul pasticciaccio brutto della Polverini!

Potrebbe pensare almeno questo: che se uno non è in grado di gestire in modo organizzato le pratiche burocratiche quando le scadenze sono note ben a priori, chissà quanto potrebbe rivelarsi affidabile riguardo a problemi più pressanti che richiedano interventi rapidi e concreti...

E votare qualcun altro*

*: sempre che esista "qualcun altro" che ispiri un minimo di fiducia, altrimenti vale la pena annullare la scheda...

14 gennaio 2010

Cronaca nera



Sugli avvenimenti di Rosarno di alcuni giorni fa, ho letto un parere assolutamente condivisibile da parte di Maurizio Guandalini, economista e opinionista di Metro.
Lo riporto qui prima che vada perso nell'oblio.

GLI IMMIGRATI SFRUTTATI
Il caporalato è lo sfruttamento della manovalanza per lo più agricola ed edile. Nelle campagne pugliesi sono 40 mila i lavoratori sfruttati senza diritti di cui 10 mila immigrati, il resto donne. Rosarno in Calabria è un esempio.
Gli immigrati vivevano in vere proprie topaie. 12 ore di lavoro al giorno per raccogliere i pomodori e alla sera si rinchiudevano a decine in campi improvvisati dentro igloo a strati di plastica e coperte. Gli immigrati fanno lavori che gli italiani non farebbero mai. E' da una vita che gira così. A Rosarno è successo il fattaccio e ora tutti ad indignarsi.
Ma scusate, chi ha tollerato fino ad ora questo sistema che poi alla fine della fiera andava bene un po' a tutti? L'arte dell'arrangiarsi è la pastiglia del quieto vivere.

E infatti, a parte qualche sporadica manifestazione, in mezza Italia si tira avanti con lavoro nero e sfruttamento schiavista della manodopera extracomunitaria. Mai abbiamo sentito di mobilitazioni nazionali della Chiesa o del sindacato. Mai retate delle forze dell'ordine. Mai presidenti di Regione che di persona si recavano in queste zone desolate per denunciare modi e metodi di lavoro incivili.

L'ipocrisia è insopportabile tanto più quando la si esercita sapendo che è ipocrisia allo stato puro.
Le lotte per la civiltà e lo stato di diritto dobbiamo farle in casa nostra e lo dico anche all'UE, ossessionata a richiamarci agli standard di bilancio e disattenta verso il degrado sociale.

13 dicembre 2009

Welcome to Dodge City, Italy



- Ehi Joe, hai sentito cos'ha fatto Max?
- Yeah, le ha suonate forte e chiaro al vecchio...ha ha ha ha!
- Eh, ma d'altronde se l'è cercata!
- Puoi dirlo forte, Sam! Meno male che c'è gente come Max a fare giustizia!
- Proprio così, amico...e io sto già preparando la corda e il sapone...la prossima volta il vecchio non se la caverà con così poco!

Arizona 1880 o Milano, 2009?

07 dicembre 2009

Una dimostrazione di civiltà



Sabato 5 dicembre Berlusconi si è recato alla stazione di Porta Nuova per inaugurare la linea ad Alta Velocità Torino-Milano.
Come ampiamente preannunciato, è stato accolto da un folto drappello di contestatori, che hanno esternato il proprio disappunto in modo pacato (a meno che mi sia confuso e quelle fossero le prove di gruppo per Juve-Inter della sera stessa) e soprattutto con riferimenti precisi e circostanziati ("Berlusconi ce l'ha piccolo" e "a Berlusconi non gli tira" sono accuse che non possono cadere nel vuoto e assolutamente richiedono un'indagine approfondita).

Bene, quando sarà loro passato il tirone per la "grande prova di democrazia" fornita, magari si renderanno conto di aver perso l'ennesima occasione per dimostrare di essere superiori a colui che contestano.
O forse no e continueranno a leggere L'Incarto del Pesce.

26 novembre 2009



Oggi, quando ho visto il titolo di questa notizia, il mio commento istintivo è stato: "NO!"
Ok, se avete finito di indignarvi e di darmi del razzista, consentitemi di puntualizzare.

Vi garantisco che la connotazione della mia reazione è tutt'altro che di matrice razzista.
Il nord, ma più in generale l'Italia, NON ha bisogno del Sud allo stesso modo in cui NON ha bisogno ad esempio della Provincia di Bolzano*.
Non per questioni di etnia degli abitanti, ma semplicemente perché rappresentano realtà sociopolitiche che danneggiano il tessuto economico e gestionale della penisola tutta. La gestione degli Enti Locali che amministrano tali zone costituisce un vero e proprio "buco nero" per le risorse monetarie nazionali e - in parecchi casi - per i fondi dell'Unione Europea.

Il governatore della Banca d'Italia Draghi e il Presidente hanno semplicisticamente identificato il problema a metà.
E' senz'altro vero che la criminalità organizzata abbia infiltrato molte pubbliche amministrazioni, ma "la carenza di fiducia tra cittadini e tra cittadini e istituzioni, la scarsa attenzione prestata al rispetto delle norme, l’insufficiente controllo esercitato dagli elettori nei confronti degli amministratori eletti" che Draghi denuncia è solo parzialmente imputabile a tali fenomeni.
Esistono svariate testimonianze del fatto che sovente chi è preposto alla gestione della Cosa Pubblica ce la fa benissimo da solo a perpetrare comportamenti che nulla hanno da invidiare ai meccanismi delle cosche: anche e soprattutto in territori in cui "tradizionalmente" la grande criminalità organizzata non ha radici.
Esemplari in questo senso i casi di Patrizia De Palma (in Di Giandomenico) in Molise, i magheggi del governatore Bubbico o della Procura di Potenza in Basilicata, l'inchiesta Poseidon in Calabria e così via...

E' un dato di fatto che tali malversazioni vengano realizzate con maggior frequenza da Roma (INCLUSA) in giù...i tanti meridionali onesti dovrebbero essere i primi ad esserne scandalizzati e disgustati, e riconoscere che è effettivamente così!

E' questa la caratteristica del Sud di cui l'Italia tutta NON HA BISOGNO, anzi deve rifuggire come la peste bubb(ic)onica!
Ed è su questo che i nostri governanti dovrebbero riflettere, posto che a loro interessi di più che non esibire una solidarietà pseduoantirazzistica di facciata, che peraltro in questa accezione non ha ragion d'essere.

*: non è che le amministrazioni altoatesine siano infiltrate dalla criminalità organizzata, o che si siano macchiate di reati contro il patrimonio o in genere...ma leggere del profumato guiderdone che viene versato periodicamente alla Provincia di Bolzano senza il quale si sarebbe già rischiata la guerra civile, mi fa decisamente venir voglia di invitarli a farsi annettere dall'Austria, visto anche quanto stimano i propri compatrioti...

17 novembre 2009

Slogan calzanti



Aaaahhh...è partita la campagna elettorale in vista delle elezioni per il presidente della Regione Piemonte che si terranno in primavera...
Ed è tutto un florilegio di manifesti in cui candidati e supporter vari si alternano nel cercare di infondere fiducia nei poveri elettori.

E' decisamente grottesco quello di Roberto Cota dove, a fianco del faccione sorridente del supporter Enzo Ghigo, il candidato leghista sembra decisamente un membro di Elio e le Storie Tese con la parrucca...
Ma sicuramente lo slogan più rispondente a verità è quello della BRESSidente uscente, riportato nell'immagine.
Abbiamo in effetti vissuto 5 anni di passione sotto il suo governo: per marzo spero sinceramente che cambi la situazione e ci sia una risurrezione!

13 novembre 2009

Raffazzoniamo


Ieri è stato depositato un Disegno di Legge contenente le "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi": l'intento è nobile nelle parole, ma nei fatti temo che si tratterà della solita norma "un tanto al chilo", che manderà in prescrizione presto e bene (si fa per dire) tanti reati "minori" (tra cui molti finanziari, per il livore ulteriore di chi già tiene nel mirino il Berlusca) quando la loro durata supererà un certo tempo.

E' banalmente ovvio che questa formulazione spronerà i legali ad architettare qualunque tipo di lungaggini per fare in modo che i termini vengano sforati e tanti saluti a tutti!


Mi sembra una versione più elaborata e meno sfacciata dell'esecrando indulto di Mastelliana memoria: secondo la magistratura (che ovviamente è alacre e super partes, ooooooooohhhhhh se lo è, aaaaaahhhhh se lo è...ma ciononostante in questo caso ha ragione da vendere) "sono a rischio di prescrizione una moltitudine di procedimenti che riguardano reati gravi quali: abuso d’ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d’ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino."


Io non so voi, ma per quanto mi riguarda non è certo questa l'idea di "Giustizia efficiente" che ho in mente: è assolutamente necessario accorciare drasticamente la durata dei processi, ma non è agendo con l'accetta dopo essersi bendati che si può risolvere il problema.
Sarebbe invece il caso di prendere provvedimenti per combattere in modo serio l'inerzia ed il clientelismo che albergano nei tribunali, e ridurre le tonnellate di burocrazia lenta e ridondante necessaria a produrre gli atti per i vari gradi di ciascun processo.

Intervistato da Metro, l'avvocato Ezio Bonanni esprime concetti difficilmente non condivisibili: "Se nel dibattimento si utilizzassero gli atti raccolti nella fase preliminare avremmo una procedura più snella. Invece dopo il rinvio a giudizio si inizia daccapo. Bisognerebbe far arrivare in aula solo i processi per i reati di allarme sociale. Gli altri, dal giudice di pace. E per le malattie professionali: se in una fabbrica 100 operai si ammalano di mesotelioma è inutile che ognuno produca una perizia. Ne basterebbe una sola."

Adesso vedremo come evolverà la faccenda (Deo gratias si tratta ancora solo di un DISEGNO di legge), ma ribadisco: quella prevista da questa accozzaglia di norme non è gestione efficiente della Giustizia.
Mi rincresce dirlo ma in questo modo finiranno per essere privilegiati i soliti noti amicici degli amicici, con particolare riguardo a chi è stato inquisito per i reati finanziari.

Aggiungiamoci che qualche sciagurato personaggio ha assurdamente riproposto l'istituzione della immunità per i parlamentari, et voilà: l'esecrabile Lodo Alfano, uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra modificato nella forma sicuramente, ma non nella sostanza.

E questo, sinceramente, mi riempie di sconforto.

29 ottobre 2009

Ridicule



Martedì sera Berlusconi ha telefonato in diretta a Ballarò per ribadire il concetto di una persecuzione dei magistrati comunisti contro la sua persona.
Sinceramente è stata un'esibizione di cui non si sentiva la mancanza.

Ora, che i magistrati siano schierati e strumentalizzati politicamente, nonché tutt'altro che al di spora di ogni sospetto, è un fatto (consiglio di leggere "Roba Nostra" di Carlo Vulpio per farsi un'idea) che solo i più ottusi sostenitori dell'antiberlusconismo possono ostinarsi a non voler vedere: altrimenti non si spiegherebbero casi come il processo SME dove è finito nel mirino degli inquirenti solo il Cavaliere, mentre altra gentaglia come De Benedetti e il ProFESSOr Prodi ne siano usciti miracolosamente illesi.

Ciononostante, con la sceneggiata dell'altra sera non ha fatto altro che esporsi ancora una volta al pubblico ludibrio, facendo peraltro la figura dell'ossessionato che ripete sempre la stessa solfa (me ne vengono in mente alcuni altri, peraltro).
Continuare a sbraitare ossessivamente di essere la povera vittima (andiamo, non è uno stinco di santo) dei "giudici comunisti" ha come immediato risultato la progressiva perdita della residua credibilità dell'individuo, che ricalca lo schema "excusatio non petita, accusatio manifesta" e rafforza le convinzioni di chi ritiene che questo schema persecutorio risieda esclusivamente nella mente paranoica di chi lo proclama.

Non è il segnale che io voglio vedere da parte di un Premier, da cui mi aspetto argomentazioni un po' più fredde e soprattutto circostanziate.

27 ottobre 2009

E pluribus unum



Sarò breve.

Pierluigi Bersani ha vinto le Primarie del PD. E meno male.

Sul personaggio e sui suoi sfidanti condivido le opinioni di Luciano Mollea.

Ora che la piazza si è espressa, la finiamo una volta per tutte con il veltronismo da fighetti?
Grazie.

08 ottobre 2009

Una scelta sensata



La Corte Costituzionale ha bocciato il Lodo Alfano, e io personalmente la ritengo una scelta giusta.

La Consulta ha fornito due motivazioni, una assolutamente condivisibile, l'altra trascurabile.

La prima chiarifica che il Lodo sarebbe stato in aperto contrasto con il principio (sensato prima ancora che stabilito dall'Art.3 della Costituzione): quello secondo cui tutti i cittadini devono ricevere uguale trattamento di fronte alla Legge.
Ed in effetti trovo assurdo che si possa pensare di concedere ad un'elite ristretta di persone un'immunità verso procedimenti legali, qualunque sia il loro titolo.
Se il Governo vuole evitare che il proprio operato sia ostacolato da questioni legali che coinvolgano i propri membri, un modo c'è comunque: che essi siano irreprensibili.
So bene che nell'attuale esecutivo non è così, ma questa non è una giustificazione seria per un provvedimento come quello in esame.

L'altra motivazione è più "tecnica", il che nella fattispecie si traduce con "lana caprina": proprio in virtù della disparità di trattamento che introduce, la procedura di proposizione del Lodo violerebbe l'Art.138 della Costituzione, perché si tratterebbe di una modifica da effettuarsi solo attraverso una Legge Costituzionale.
A me questa interpretazione piace poco, perché in questo modo si riveste la Costituzione di una "aura" di immutabilità che stride fortemente con la realtà dei fatti: a partire dai principi fondamentali dello Stato, il documento necessita infatti di una pesante revisione in tutta la sua formulazione, perché contiene vari abomini (come l'esecrando Art.75, che non ammette il referendum per le leggi tributarie e di bilancio...d'altronde come si può pensare che i cittadini possano arrogarsi il diritto di avere voce in capitolo riguardo ai PROPRI soldi?), ed il procedimento attualmente vigente è forse un tantino complesso e convoluto per essere efficace...

Ad ogni modo, il Lodo è stato bloccato, e ovviamente l'opposizione sbava copiosamente profetizzando che l'Arcinemico venga finalmente affidato alle cure della Giustizia (Terrena prima che Divina): beh, ne hanno ben donde, visto che con la compattezza che palesano, non hanno altro mezzo per arrivare a governare se non togliere di mezzo fisicamente il leader avverso.

Solo che...se Berlusconi venisse condannato, e il governo cadesse...come farebbero loro a esprimere delle proposte di gestione della Cosa Pubblica, visto che verrebbero loro a mancare delle iniziative cui appendere un "NOT" davanti e farle proprie?

P.S.: va detto ad onor del vero che un cicinino di ragione il Cavaliere ce l'ha quando dice che la magistratura è politicizzata e schierata...e anche che le toghe siano immacolate e super partes è veramente un'affermazione che non sta né in cielo né in terra! Per approfondimenti suggerisco di leggere Toghe Rotte, Roba Nostra e Magistrati: l'Ultracasta, naturalmente dopo aver fatto scorta di Maalox...

09 luglio 2009

Pacchetto sì, pacchetto no



Con l'avallo del Senato, il Pacchetto Sicurezza targato Alfano è diventato legge.

C'è da esserne soddisfatti come il ministro Maroni? Non proprio.C'è da esserne scandalizzati come l'opposizione e il Vaticano? Neanche.
La verità è che il pacchetto contiene norme oggettivamente opinabili e norme che si prestano ad essere misinterpretate in chiave demagogica.

Partendo dalla traduzione legalese-italiano operata da La Stampa, vediamo i singoli punti del documento.

Warning! Questo post è MOLTO lungo, ma visti i tanti argomenti contenuti nel documento, era inevitabile...

Oltraggio a pubblico ufficiale
Già questo punto mi fa storcere il naso: per come la vedo io non può essere il semplice fatto di indossare una divisa a determinare se una persona possa essere degna di stima o meno, come non è un discriminante l'età.
Gipo Farassino sostiene in una canzone che "l'è nen l'età ch'a l'è importanta...se t'ses cojon t'ses cojon! 't l'abie 20 ani o 't n'abie 80...se t'ses cojon t'ses cojon!". Lo stesso vale per un pubblico ufficiale: un coglione in divisa rimane un coglione. Ed essendo in uno stato dove vige la libertà di opinione devo aver possibilità di esprimere il mio disappunto senza dover temere di essere sanzionato o imprigionato.
E sinceramente non mi basta che sia stato selezionato per svolgere tale compito da una commissione qualificata: se il livello di tali commissioni è paragonabile a quello dei collegi che scelgono gli insegnanti (e non vedo motivo di dubitarne, essendo sempre un organismo pubblico italiano) ho ragione di credere che le forze dell'ordine siano piene di ottimi elementi, magari sottostimati, ma anche di un buon numero di individui incompetenti ed idioti.
Sta a queste persone dimostrare di essere degne del rispetto che l'uniforme si vorrebbe comportasse.

Salvaguardia di edifici e mezzi di trasporto e decoro urbano
Sono assolutamente d'accordo con l'intenzione di punire in modo severo chi imbratta o danneggia proprietà altrui, compresi i mezzi pubblici.
Solo un appunto: capisco che carcare la mano sull'ammenda possa servire da deterrente per azioni future (oltre che a fare cassa, che non guasta mai, vero???), però io metterei di più l'accento su pene di tipo "lavorativo": in primis per ripristinare lo stato originale dei beni deturpati, e in secondo luogo perché magari così facendo i vandali si renderebbero maggiormente conto di quanto sia pesante riparare alle loro bravate.

Occupazione abusiva di suolo pubblico
Nulla da eccepire sull'argomento in questione.

I maggiorenni responsabili dei delitti dei minori
No all’accattonaggio dei minori
Assolutamente d'accordo nell'inasprimento delle pene in questi ambiti: chi sfrutta i minorenni o comunque li usa come paravento per i propri comportamenti illeciti dev'essere punito col massimo rigore possibile, perché rovinare il processo di crescita di un individuo è uno degli atti più abominevoli che possano essere perpetrati.

Più grave la truffa contro le persone indifese
La truffa è un reato particolarmente odioso, in particolare quando fa leva su situazioni di necessità della vittima, sia essa perpetrata da un individuo malizioso piuttosto che da un finanziere mediante bancarotta fraudolenta.
Anche in questo caso, però, più che porre l'accento sulla reclusione, io revisionerei la legge in modo che il colpevole sia costretto a risarcire l'intero ammontare sottratto, assolutamente pignorando ogni sua proprietà. Naturalmente i truffatori di professione faranno in modo di risultare nullatenenti: per far fronte a questa eventualità senza ledere i diritti dei familiari e affini che non abbiano parte alcuna nelle attività illecite del condannato, sarà necessario ragionare bene su quali contromisure adottare, perché la questione è molto difficile.
E nel caso in cui i beni materiali pignorati non siano sufficienti a rifondere il maltolto? Sarà di nuovo il caso di considerare dei bei sani lavori forzati i cui proventi vengano devoluti alle vittime (magari badando a non trattenerne più del lecito nelle maglie della burocrazia, vero???)

Requisiti ed albo dei buttafuori
Io sono per mia natura contrario alle istituzioni degli albi e compagnia bella, perché il più delle volte si rivelano essere delle mere mafie legalizzate: non ottieni vantaggi nell'aderire, ma se non appartieni all'albo non puoi fare niente e devi pagare un pizzo decisamente alto.
Ma naturalmente non è il concetto di albo in sé ad essere negativo, solo (come al solito dalle nostre parti) il modo indegno in cui vengono gestite le "corporazioni" di casa nostra.
Sulla dotazione dei buttafuori, in linea di principio sono d'accordo sul vietare l'uso di armi, di oggetti atti ad offendere e di qualunque strumento di coazione fisica per l'esercizio della loro professione...è anche vero, però, che quando ti trovi davanti uno scalmanato armato di coltello a serramanico non è proprio semplice fronteggiarlo col semplice uso delle mani nude (non parliamo poi di quando costoro si presentano impugnando armi da fuoco).

Bombolette antiaggressione
Ritiro della patente
Nulla da eccepire alle norme in questione.

Registro dei senza fissa dimora
Trovo assolutamente sensato e logico che le persone che circolano sul territorio nazionale siano censite, anche nello sfortunato caso in cui si trovino nelle condizioni di essere senza fissa dimora.
Si tratta di una questione di organizzazione dello stato e delle risorse, nonché di tutela per tutti i cittadini.
Lo stesso principio verrà ripreso più avanti a riguardo dell'immigrazione.

Le ronde
Ecco, questo è un aspetto decisamente delicato: mentre in linea di principio il fatto che vengano costituiti gruppi di cittadini che aiutino le forze dell'ordine nel verificare che non avvengano reati o nel segnalare situzioni che necessitano di assistenza sociale (magari senza che questo autorizzi gli agenti a passare mezza giornata al caffè, vero???) è assolutamente positivo ed utile, d'altro canto il rischio che queste pattuglie si trasformino in gruppi di Judge Dredd pronti a menar le mani (ed altro) su quelli che a loro "insindacabile" giudizio si stiano macchiando di delitti inenarrabili è abbastanza alto.
Senza esagerare nell'evocare il fantomatico pericolo di vedere ricostituite le "squadracce" di memoria del Ventennio, sinceramente non abbiamo bisogno di ALTRI gruppi facinorosi che si aggiungano agli ultrà e ai passionari dei centri sociali, per di più con l'avallo della legge. Voglio quindi sperare che i controlli su queste "ronde" siano effettuati seriamente e con molta oculatezza, per evitare la deriva del fenomeno.

Misure contro la criminalità organizzata
Mah...sì, d'accordo, i controlli più stringenti sui cantieri e l'estensione della durata del regime speciale sono contromisure lecite, ma in verità fanno ben poco per arginare il fenomeno. Finché ci si dovrà basare sui ghiribizzi dei "pentiti", e regalare loro una quantità di benefit che l'uomo onesto comune non si può neanche sognare, non andremo da nessuna parte nella lotta alle mafie. Ci va un pugno molto più duro di questo.
Sempre che a qualcuno interessi debellare i clan, beninteso, vero???

Immigrazione
Ed eccoci alla pietra dello scandalo che ha fatto stracciare le vesti ai "benpensanti", perché si fa molto in fretta (e fa "bella figura") a gridare al razzismo presunto di norme che non ci si è neanche presi la briga di esaminare nel loro significato.

Partiamo da un assunto fondamentale, già espresso riguardo ai senzatetto: per garantire l'adeguata gestione della Cosa Pubblica, e salvaguardare i diritti dei cittadini del Paese, è necessario che tutte le persone che lo abitano siano CENSITE e REGISTRATE.
E questo, nonostante quel che dicono alcuni commenti deliranti che ho letto, serve anche per tutelare gli immigrati stessi: senza regolarità non possono ambire ad avere un lavoro con tutti i crismi, né un contratto d'affitto in regola, e sono quindi proni ad essere sfruttati in tutti i modi possibili da individui senza scrupoli. Si spera invece, in contrasto con una proposta di legge di qualche tempo fa, che l'assistenza sanitaria non venga loro negata e che non vengano dissuasi dal presentarsi ad un presidio medico dalla paura di poter essere denunciati: perché è vero che avere in giro per il paese persone non registrate è nocivo, ma se queste persone in più sono malate, tutto ciò è MOLTO PERICOLOSO per tutti quanti.
Vanno poi considerate le motivazioni per cui vengono accolte queste persone. In linea di principio, ogni persona che può venire in Italia e contribuire al suo sviluppo dovrebbe essere ben accetta (è ovvio che non si può sapere a priori se una persona venga da noi per lavorare piuttosto che per fare il delinquente). Esistono però delle leggi in ambito internazionale che bisogna tenere in considerazione. Per questo è necessario vagliare attentamente le richieste di soggiorno ed anche quelle di asilo politico: nel frattempo però, queste persone NON POSSONO essere lasciate circolare liberamente nel paese, se non adeguatamente CENSITE.
Naturalmente chi sfrutta lo stato di necessità degli immigrati per farli lavorare in nero o per ospitarli a costi proibitivi dev'essere punito in modo SEVERO, alla stregua di chi sfrutta altre categorie di persone quali i minori o i disabili.

A questo punto va detta una cosa: il costo per il permesso di soggiorno (tra gli 80 e i 200 Euro) è assolutamente FUORI DA OGNI LOGICA. Vorrei capire come dovrebbero fare i poveracci che scappano dalla miseria del proprio paese a pagare un simile spropositato balzello per la gioia delle casse italiane.
Ora, io capisco che la procedura di accoglienza, di censimento, di verifica e di emissione del permesso sia articolata e comporti dei costi, ma in tutta onestà è difficile che un immigrato abbia a disposizione un importo di tale genere.
Da cui il problema: chi dovrebbe accollarsene il costo? Ribaltarlo sui contribuenti pare poco sensato...le aziende? nella prospettiva di assumerli potrebbero corrispondere il prezzo del permesso di soggiorno (magari senza ricattarli, perché sarebbe sfruttamento, vero???)...ho un'idea! Perché non ci pensa il Vaticano, visto che ha da ridire sulla disumanità del respingere gli immigranti? Magari impegnando il famoso 8 per mille che non si capisce mai che fine faccia, oppure vendendo qualche lussuoso paramento o arredamento di qualche residenza cardinalizia, il quale non mi risulta che sia strumentale alla loro opera pastorale...

Test di italiano
Sul fatto che il rilascio del permesso di soggiorno sia subordinato ad un test di conoscenza della lingua italiana, ho sentito i più disparati pareri. Un commentatore su un blog si chiedeva se fosse proprio necessario, e che cosa si sarebbe dovuto fare dei tanti italiani che si esprimono solo in dialetto senza conoscere l'italiano. Dovremmo forse metterli su una zattera e allontanarli in mare?
Secondo me una conoscenza di base della lingua del Paese in cui si vuole essere accolti è un requisito FONDAMENTALE. Ogni abitante di un Paese deve avere sicuramente dei diritti, ma ha anche dei DOVERI regolati dalla normativa vigente in quello Stato, e quella è redatta nella lingua ufficiale dello Stato.
A parte questa burocrazia di base, la conoscenza dei rudimenti della lingua è indispensabile per interagire con gli altri cittadini. Provate ad andare nella tanto incensata Francia e ad esprimervi in un idioma differente da quello transalpino, e poi venitemi a raccontare quanto si siano prodigati per venirvi incontro.
Senza arrivare a quei limiti di xenofobia (sì, sì, la tanto sbandierata integrazione degli stranieri è una bufala e le banlieue sono lì a testimoniarlo), non ci si può aspettare che tutti imparino tutte le lingue degli immigrati per poter comunicare con loro. All'inizio sarà umano e logico cercare di agevolare l'integrazione aiutandoli nei difficili compiti di traduzione (l'italiano non è proprio la lingua più semplice da imparare), nessuno pretende che sappiano "la Treccani a memoria"! Però una base di partenza ci deve essere.

Chiudo questa lunga (e me ne scuso) tirata rispondendo alla grande preoccupazione che serpeggia tra tanti cittadini del Belpaese, che si lamentano del fatto che ORA dovranno regolarizzare i vari badanti da loro impiegati.
Cari signori, già nel 2002 c'è stata una sanatoria per mettere in regola gli stranieri che accudiscono ai malati e ai pensionati. Partendo da quel presupposto, si sarebbe dovuto dare per scontato che i badanti assunti successivamente SAREBBERO DOVUTI ESSERE IN REGOLA già al momento dell'ingaggio. Inutile ora ripararsi dietro al dito di "eh, ma non sono mica criminali...ci danno una mano", perché se non li avete regolarizzati vuol dire che sfruttate manodopera immigrata in nero, non è forse così?

08 luglio 2009

Visti da fuori



In relazione alle polemiche sull'organizzazione del G8 fomentate dalla stampa estera, sono andato a leggermi l'articolo del Guardian incriminato.
Contiene dei punti assolutamente opinabili, ed altri che fanno riflettere. In buona sostanza, su molti aspetti dell'organizzazione (in primis la location, non ancora in sicurezza, e il fatto che a causa del summit sono stati spostati gli interventi di ricostruzione più urgenti dalle abitazioni civili alle chiese e ai monumenti di interesse artistico) il governo si è dimostrato oltremodo carente, ma siamo comunque in una situazione ben diversa dalla Babele che il giornale d'oltremanica intende dipingere.

Ciò detto, volevo invece segnalare alcuni commenti di lettori stranieri presenti nella pagina web dell'articolo inglese, tanto per replicare a chi sostiene che all'estero ci facciamo solo figuracce a causa del Cavaliere.
Ah, naturalmente ci sono anche molte opinioni avverse a Berlusconi...però se si guarda bene provengono da commentatori italiani...sarà un caso?

(english language required...sorry)



ThomasGoodey
07 Jul 09, 10:53am
"Silvio Berlusconi ... delivering only 3% of development aid promises made four years ago, and ... planning cuts of more than 50% in Italy's overseas aid budget." Good luck Silvio - you are blazing a trail that Britain should follow. Charity begins at home. Don't be a Mrs. Jellyby!



worried
07 Jul 09, 11:13am
There is another side to all of this. And the one- sidedness of this article cries out for it.Let's put it this way, shall we?1. None of the G8 members have anything to propose, but let's hide that behind an attack on Italy.
2 The general public doesn't even know what they are doing or why they are even bothering to spend the travel money, and the press has already clearly told everyone that the G8 is a gas house of 'senior' politicians who promise lots in front of cameras and then don't deliver. So there is no public support.
3. Berlusconi has decided to place all these pious politicians in a spot where real urgency and potential for human disaster can be felt through their feet and into their stomachs. Not a bad idea at all!!.
4. Turning on Berlusconi is simply political opportunism of the lowest kind that we rarely see out in the open.
5. Going crying to Mr Obama is either a lying slant on what is going on or a statement so dire of collective EU political backbone that the press should be taking it up.


Just to be clear to all those who think I may be ignorant of the 'Berlusconi' epic,this article in my opinion should be about the G8 and its effectiveness and not Berlusconi.The G8 is a collective body. It is outrageous to place collective uselessness, collective unwillingness, collective hypocrisy on the back of the organiser of this G8 using the angle that Berlusconi should be rubbished.Have you already forgotten the photo ops with Bliar, with Sarwhosehe et al?Come on guys? React .


Stealthbong
07 Jul 09, 11:25am
English Cherry


One thing that scares me is the fact that our media are auto-censoring
themselves. There's no need for the prime minister to tell the media not to
spread some news. They already know this will be dangerous and therefore won't
do it anyway.
This isn't an Italian problem; it's a contemporary Western problem. You'll find the media in the USA, the UK and Australia are just as impotent and subservient.
As we speak, a drama is unfolding in the Mediterranean that you are unlikely to hear much of in the Western media. Israel has hijacked a ship in international waters which contained supplies for Gaza that President Obama recently requested Israel to allow into the Gaza strip.
Onboard is Nobel prize laureate and former US Congresswoman Cynthia McKinney. You would think, especially after all the fuss the media made about the Iranian British Embassy workers being charged in Tehran, that this would be headline news everywhere and a major diplomatic incident....

I would like to specify that I'm not a follower of the left (opposition)
parties, I just consider myself a free and rational Italian woman.


The saddest thing about the torrent of negative emotions and anger that
"politicians" like Berlusconi (and Blair and Brown in the UK) provoke in their
public is that they then feel that they have to apologise or explain themselves.
We absolutely don't.


loli
07 Jul 09, 11:57am
I'm an anglo-italian living and working in Italy. The majority of Italians are living in fear of criminals, lawyers and politicians.The difference between Italian society and so-called Anglo-Saxon or Nordic society is that Italians are a collection of individuals, they have no civic sense, most Italians really don't care about anyone who isn't a close family member. On the other hand, there are also some of the best people one could ever hope to meet. Problem is, the scum rises always to the top. Oh and don't be fooled when SB tries to blame it on the left, there is no left. There is no real capitalism either. The Italian state stiffles innovation, penalises hard work and damages everything it touches. This didn't start with SB, but he has done nothing to tackle these problems, instead it's the same old, same old.

22 giugno 2009

Il grande spreco



Il quorum per i referendum non è stato raggiunto.
La scoperta dell'acqua calda!

A questo punto mi chiedo perché delle persone debbano sbattersi per raccogliere le firme necessarie per indire quelle che vengono magnanimamente definite consultazioni popolari, visto poi lo stile dell'elettore italiano medio(cre).

I commenti che ho sentito più di frequente in questo periodo sono stati di questo tenore: "Uh, ma bisogna di nuovo andare a votare? Io poi dei referendum non ho capito niente: ma non possono decidere loro?"

Ammettiamo pure che la formulazione dei referendum sia stata, come di consuetudine, barocca. In effetti è impresa assolutamente ardua ed improba cercare di capire che cosa implichino le modifiche suggerite, visto che i passaggi potenzialmente variati sono riportati come stralci con riferimenti a commi ed estratti di frasi, che non possono essere compresi astratti dal contesto del testo integrale della legge che verrebbero a comporre.

E i legiferatori si guardano bene dal dare una lettura integrale e completa del testo risultante quando viene proposta od effettuata una variazione, costringendo il cittadino che vuole spaerne di più ad effettuare una caccia al tesoro per ricostruire la normativa dagli albori all'ultima modifica.

Però a me fa INCAZZARE sentire che la gente si lamenti del governo e della politica, salvo poi indignarsi di dover dedicare 10 minuti della propria vita per dar voce al proprio parere su determinate materie.
Sui giornali, su Internet, alla televisione è stato dato un discreto spazio alle spiegazioni del significato intrinseco dei tre referendum.

Purtroppo non si trattava di una consultazione su argomenti di sicuro grande rilievo per la vita politica italiana, come ad esempio quali e quante ragazze adolescenti e non si ritiene che il premier si sia spupazzato!
In quel caso sono sicuro che la consultazione avrebbe SICURAMENTE ottenuto il quorum!

Qua si trattava di ragionare, e l'italiano medio(cre) non ne ha voglia, non ne ha tempo, deve andare al mare, ai monti, in campagna, a casa propria a dormire.

Però la prossima volta, prima di lamentarsi pecoronamente che la politica fa schifo, prego questi illuminati signori di farsi un bell'esame di coscienza e di passare cortesemente presso la più vicina stanza da bagno allo scopo di espletare le proprie funzioni corporali.

E spero di essere stato più chiaro dei quesiti referendari.

09 giugno 2009

Il ritorno dei trombati fetenti



Stavo esaminando la lista degli eletti al Parlamento Europeo, quando mi sono imbattuto in un paio di nominativi che hanno suscitato in me stupore e perplessità...

DE MITA LUIGI CIRIACO e MASTELLA MARIO CLEMENTE

Ma com'è umanamente possibile che ci sia ancora gente che vota questi soggetti?

D'accordo che mandandoli a Strasburgo si evita che producano disastri in Italia, però non capisco perché dobbiamo parcheggiarli STIPENDIATI quando si potrebbero destinare tranquillamente all'oblio (che è il posto che loro compete) senza tirare fuori una lira!

E per fortuna ci siamo risparmiati altri campioni come Emanuele Filiberto di Savoia...

P.S.: Non c'entra nulla con le Europee, ma in qualche modo ha attinenza con il titolo...vorrei farvi notare l'ultima voce del primo raggruppamento di movimenti e partiti che sono confluiti nel Popolo delle Libertà...neanche Big Jim 004 quando gli giravi il braccio cambiava faccia più rapidamente di questo individuo!