...che uno degli illuminati esponenti del sedicente governo avesse emanato un nuovo mirabolante provvedimento per il quale tutto il popolo italico gli serberà sempiterna riconoscenza.
Dovete infatti sapere che è grazie all'Onorevole Ministro Luigi Nicolais che la 57° edizione del Festival di Sanremo può avere luogo. E sì, perché ieri l'illuminato reggente del Dicastero della Funzione Pubblica e dell'Innovazione ha firmato la circolare che elimina il tetto dei compensi per i presentatori, originariamente fissato a 272 mila euro.
Che per 5 giorni di lavoro (sempre che possa chiamarsi tale) sarebbero comunque stati un buon compenso...diciamolo pure senza giri di parole: il minimo sindacale è garantito con un emolumento del genere!
Ora, come fa giustamente notare Mariano Sabatini nel suo editoriale di oggi su Metro, tale compenso va ad aggiungersi "alle infinite proposte di sponsorizzazioni, conduzioni di serate e offerte di lavoro che fioccano dopo una tappa professionale prestigiosa come il passaggio dal Festival di Sanremo."
Ma la cosa sconvolgente è che un Ministro di un governo che fosse veramente dalla parte dei lavoratori (parliamo ovviamente del ceto dal reddito medio-basso, al quale questa fazione politica dovrebbe essere ideologicamente affine) avrebbe dovuto dire: "No, di soldi pubblici nell'azienda televisiva di stato ne sono già stati sperperati troppi, ed in questo caso c'è pure l'aggravante dei futili motivi".
Invece no. La motivazione addotta è che “l’eventuale applicazione del tetto previsto dalla Finanziaria (vedasi l'articolo del Corriere della Sera linkato precedentemente, NdR) altererebbe il normale esplicarsi del confronto aziendale ponendo la società in una situazione di svantaggio”.
Eh beh...e allora vai con l'aumento del canone e dei balzelli per finanziare questo scempio.
Come nel caso di Alitalia e Trenitalia, non fosse per i poveri cristi che ci lavorano, sarebbe il caso di far fallire questi buchi neri mangiasoldi che invece continuano ad esistere senza che nessuno imponga loro un livello minimo di qualità.
23 febbraio 2007
22 febbraio 2007
E' finito carnevale
Dopo 280 giorni la grottesca pantomima portata avanti dal sedicente governo ha mostrato la corda e, come tutte le fiction di qualità scadente, è stata sospesa dal palinsesto.
E finalmente hanno gettato la maschera e si sono ancora una volta rivelati per quello che sono: un'accozzaglia eterogenea di personaggi accomunati esclusivamente dall'amor di cadreghino e dal livore verso Silvio Berlusconi.
Purtroppo però gli scenari che si prospettano - nella piena tradizione del baraccone circense all'italiana - sono tutt'altro che rosei:
1) Megarimpastone di sapore fantozziano, cambiare tutto per non cambiare nulla...in questa ipotesi spero vivamente che l'improponibile Mastella (onorevole è un aggettivo che non si confà a tale figuro) venga cordialmente accompagnato alla porta, magari in compagnia del Duo di Piadena (Padoa-Schioppa & Visco), dopo i disastri delle loro leggi!
2) Il ritorno del Cavaliere di Arcore, del quale - sinceramente - abbiamo un po' le scatole piene: l'ombra del sospetto è caduta ripetutamente su di lui, e decenza vorrebbe che un personaggio implicato più volte (come i suoi collaboratori) in processi risolti sempre in modo nebuloso non fosse candidato a rappresentare una nazione.
La verità è che ci vorrebbero facce NUOVE, una bella TABULA RASA e ricominciare tutto da capo: una bella 3° Repubblica...sperando magari di non dover scendere agli inferi come Spagna e Argentina prima di poter risalire.
E finalmente hanno gettato la maschera e si sono ancora una volta rivelati per quello che sono: un'accozzaglia eterogenea di personaggi accomunati esclusivamente dall'amor di cadreghino e dal livore verso Silvio Berlusconi.
Purtroppo però gli scenari che si prospettano - nella piena tradizione del baraccone circense all'italiana - sono tutt'altro che rosei:
1) Megarimpastone di sapore fantozziano, cambiare tutto per non cambiare nulla...in questa ipotesi spero vivamente che l'improponibile Mastella (onorevole è un aggettivo che non si confà a tale figuro) venga cordialmente accompagnato alla porta, magari in compagnia del Duo di Piadena (Padoa-Schioppa & Visco), dopo i disastri delle loro leggi!
2) Il ritorno del Cavaliere di Arcore, del quale - sinceramente - abbiamo un po' le scatole piene: l'ombra del sospetto è caduta ripetutamente su di lui, e decenza vorrebbe che un personaggio implicato più volte (come i suoi collaboratori) in processi risolti sempre in modo nebuloso non fosse candidato a rappresentare una nazione.
La verità è che ci vorrebbero facce NUOVE, una bella TABULA RASA e ricominciare tutto da capo: una bella 3° Repubblica...sperando magari di non dover scendere agli inferi come Spagna e Argentina prima di poter risalire.
13 febbraio 2007
Tante belle parole
Avevo concluso il post precedente con le parole:
"P.S.: Ahem...comunque noi stiamo aspettando trepidanti che la tangente sulle ricariche dei telefonini venga abolita di fatto...dobbiamo attendere ancora molto?"
Infatti: dobbiamo!
Sta per andare in onda l'ennesima sceneggiata circense all'italiana, con decreti che sanciscono un'inflessibile data di applicazione per salvaguardare i sacrosanti diritti dei cittadini che pagano le tasse, salvo poi rendersi conto che tanto "basta il pensiero", e concedere inspiegabili proroghe su questioni come questa: una vera e propria tangente riscossa dai già eccessivamente pingui gestori di telefonia mobile.
Ma intanto, anche se il governo (chiamiamolo così per pura comodità redazionale) dovesse fare la voce grossa (ahahahahahahahahahahahahahah), i signori delle telecomunicazioni sanno benissimo come recuperare i soldi delle ricariche senza che nessuno stavolta glieli tocchi: basta aumentare le tariffe, ad esempio portando gli sms da 10 a 15 centesimi.
Le voilà! Les jeux sont faits!
Stessa cosa varrà per gli istituti bancari con i mutui, per i quali il pacchetto Bersani prevede l'eliminazione delle spese di chiusura anticipata (NdR: ma perché, qualcuno è veramente in grado di chiudere anticipatamente un mutuo? soprattutto dopo che l'amico Trichet ha dichiarato che i tassi saranno "ritoccati" al 3,75% in marzo...)
Come al solito è stata emanata una -si fa per dire- legge che fa tanta bella figura e poi all'atto pratico chiude il portone intarsiato per lasciare spalancato un cancello arrugginito.
Un'altra pietra angolare nel Monumento alla Differenza tra le Parole e i Fatti.
"P.S.: Ahem...comunque noi stiamo aspettando trepidanti che la tangente sulle ricariche dei telefonini venga abolita di fatto...dobbiamo attendere ancora molto?"
Infatti: dobbiamo!
Sta per andare in onda l'ennesima sceneggiata circense all'italiana, con decreti che sanciscono un'inflessibile data di applicazione per salvaguardare i sacrosanti diritti dei cittadini che pagano le tasse, salvo poi rendersi conto che tanto "basta il pensiero", e concedere inspiegabili proroghe su questioni come questa: una vera e propria tangente riscossa dai già eccessivamente pingui gestori di telefonia mobile.
Ma intanto, anche se il governo (chiamiamolo così per pura comodità redazionale) dovesse fare la voce grossa (ahahahahahahahahahahahahahah), i signori delle telecomunicazioni sanno benissimo come recuperare i soldi delle ricariche senza che nessuno stavolta glieli tocchi: basta aumentare le tariffe, ad esempio portando gli sms da 10 a 15 centesimi.
Le voilà! Les jeux sont faits!
Stessa cosa varrà per gli istituti bancari con i mutui, per i quali il pacchetto Bersani prevede l'eliminazione delle spese di chiusura anticipata (NdR: ma perché, qualcuno è veramente in grado di chiudere anticipatamente un mutuo? soprattutto dopo che l'amico Trichet ha dichiarato che i tassi saranno "ritoccati" al 3,75% in marzo...)
Come al solito è stata emanata una -si fa per dire- legge che fa tanta bella figura e poi all'atto pratico chiude il portone intarsiato per lasciare spalancato un cancello arrugginito.
Un'altra pietra angolare nel Monumento alla Differenza tra le Parole e i Fatti.
07 febbraio 2007
Liberi liberi
Dopo la lunga pausa...
Per usare un eufemismo diciamo che le liberalizzazioni contenute nel documento del ministro Bersani non hanno proprio sollevato un coro di "Finalmente! Ora sì che è tutta un'altra roba!".
Fondamentalmente perché NON E' tutta un'altra roba: si è dato un colpo al cerchio e uno alla botte senza prendere delle decisioni veramente radicali.
Per carità, nel mare magnum di disastri e cincischiamenti perpetrati finora dal sedicente governo, il pacchetto Bersani rappresenta una eccezione in qualche modo felice. Però sarebbe stato lecito aspettarsi magari un ridimensionamento dei famigerati Ordini Parassit...ehm, Professionali (cosa che qualcuno, al di fuori dei confini nazionali - e quindi non soggetto al sicuro controllo da parte del Cavaliere di Arcore, vero? - aveva già segnalato tempo addietro)
Maurizio Guandalini, economista ed opinionista di Metro, ha esposto una linea di pensiero dalla quale è difficile dirsi in disaccordo. In particolare, la frase centrale da tenere a mente è: "Vogliamo coraggio e pelo sullo stomaco."
Ricordiamoci che finché si dovrà fare attenzione ad accontentare tutti, difficilmente si otterrà un qualche risultato significativo.
Ma questo vuol dire magari dar fastidio agli amici degli amici, e i professionisti dell'attaccamento al cadreghino sanno quanto questo possa rivelarsi pericoloso...
In definitiva, diciamo che è stato aggiunto un ulteriore blocco al Monumento alla Differenza tra le Parole e i Fatti. (che sbadato, dimenticavo che questo - si fa per dire - governo non è rappresentato da tale metafora!)
P.S.: Ahem...comunque noi stiamo aspettando trepidanti che la tangente sulle ricariche dei telefonini venga abolita di fatto...dobbiamo attendere ancora molto? (Anche se in verità quel che esce dalla porta molto probabilmente rientrerà dalla finestra mediante un aumento delle tariffe...)
Per usare un eufemismo diciamo che le liberalizzazioni contenute nel documento del ministro Bersani non hanno proprio sollevato un coro di "Finalmente! Ora sì che è tutta un'altra roba!".
Fondamentalmente perché NON E' tutta un'altra roba: si è dato un colpo al cerchio e uno alla botte senza prendere delle decisioni veramente radicali.
Per carità, nel mare magnum di disastri e cincischiamenti perpetrati finora dal sedicente governo, il pacchetto Bersani rappresenta una eccezione in qualche modo felice. Però sarebbe stato lecito aspettarsi magari un ridimensionamento dei famigerati Ordini Parassit...ehm, Professionali (cosa che qualcuno, al di fuori dei confini nazionali - e quindi non soggetto al sicuro controllo da parte del Cavaliere di Arcore, vero? - aveva già segnalato tempo addietro)
Maurizio Guandalini, economista ed opinionista di Metro, ha esposto una linea di pensiero dalla quale è difficile dirsi in disaccordo. In particolare, la frase centrale da tenere a mente è: "Vogliamo coraggio e pelo sullo stomaco."
Ricordiamoci che finché si dovrà fare attenzione ad accontentare tutti, difficilmente si otterrà un qualche risultato significativo.
Ma questo vuol dire magari dar fastidio agli amici degli amici, e i professionisti dell'attaccamento al cadreghino sanno quanto questo possa rivelarsi pericoloso...
In definitiva, diciamo che è stato aggiunto un ulteriore blocco al Monumento alla Differenza tra le Parole e i Fatti. (che sbadato, dimenticavo che questo - si fa per dire - governo non è rappresentato da tale metafora!)
P.S.: Ahem...comunque noi stiamo aspettando trepidanti che la tangente sulle ricariche dei telefonini venga abolita di fatto...dobbiamo attendere ancora molto? (Anche se in verità quel che esce dalla porta molto probabilmente rientrerà dalla finestra mediante un aumento delle tariffe...)
14 dicembre 2006
Forse non mi sono capito...
Tanto per continuare sulla falsariga degli ultimi happening, anche alla convention per i 60 anni della Cna, l’organizzazione degli artigiani e dei piccoli imprenditori di sinistra, quello che alcuni ritengono il Presidente del Consiglio ha ricevuto la giusta razione di fischi e contestazioni.
Ed egli si è lanciato in quella che molti indicano come un'autocritica, ma che tale non è. Altrimenti non si spiegano frasi come «Tra qualche mese si capirà il senso delle nostre azioni e si perdoneranno anche gli errori tattici che abbiamo fatto: io su questa Finanziaria ho scommesso tutto!».
Come dire: non vi preoccupate se adesso andate in malora, voi non potete capire che lo stiamo facendo per voi.
Ma dai, addirittura Fassino ha riconosciuto che «è necessario imprimere una signficativa e sensibile correzione di rotta»!
Comunque c'è una proposizione di Prodi che mi ha lasciato di stucco: «La Finanziaria? La rifarei identica, ma in modo diverso, con tavoli più articolati perché forse non abbiamo interpretato il nostro Paese»
Scusate: qualcuno sa svelare il significato della frase in questione? Cosa vuol dire? Che la rifarebbe identica o in altro modo? Solo io vedo due concetti antitetici spacciati per consequenziali nella medesima frase?
Ma sicuramente anch'io faccio parte di quelli che non capiscono. Non lo capite anche voi?
Chiosa del 15/12: plauso al solito grande Mthrandir, che nel suo blog riprende il medesimo argomento corredandolo con considerazioni e dati esplicativi
Ed egli si è lanciato in quella che molti indicano come un'autocritica, ma che tale non è. Altrimenti non si spiegano frasi come «Tra qualche mese si capirà il senso delle nostre azioni e si perdoneranno anche gli errori tattici che abbiamo fatto: io su questa Finanziaria ho scommesso tutto!».
Come dire: non vi preoccupate se adesso andate in malora, voi non potete capire che lo stiamo facendo per voi.
Ma dai, addirittura Fassino ha riconosciuto che «è necessario imprimere una signficativa e sensibile correzione di rotta»!
Comunque c'è una proposizione di Prodi che mi ha lasciato di stucco: «La Finanziaria? La rifarei identica, ma in modo diverso, con tavoli più articolati perché forse non abbiamo interpretato il nostro Paese»
Scusate: qualcuno sa svelare il significato della frase in questione? Cosa vuol dire? Che la rifarebbe identica o in altro modo? Solo io vedo due concetti antitetici spacciati per consequenziali nella medesima frase?
Ma sicuramente anch'io faccio parte di quelli che non capiscono. Non lo capite anche voi?
Chiosa del 15/12: plauso al solito grande Mthrandir, che nel suo blog riprende il medesimo argomento corredandolo con considerazioni e dati esplicativi
13 dicembre 2006
11 dicembre 2006
Memoria storica a corta gittata
Nei giorni scorsi il sedicente Presidente del Consiglio si è recato in visita al Motor Show della sua amata Bologna.
Lì è stato sonoramente affrontato da una quarantina di contestatori al grido di «Buffone», «Mortadella», «Vattene»! Una sorta di replica di quanto accaduto durante la manifestazione del 2 dicembre e alcuni giorni più tardi all'impianto di Fiat Mirafiori.
Ora il premier (si fa per dire), ben lungi dall'aver capito l'antifona, veste la maschera livida dell'offesa a lui tanto congeniale e scrive un'accorata (e)pistola al Resto del Carlino.
Vi lascio il piacere sopraffino di esaminare nel dettaglio questo squisito esercizio di logica, misura e coerenza.
E anche di memoria!
L'illuminato primo ministro (seh, vabbe') fa infatti riferimento a episodi di maleducazione che vanno tollerati e compresi...
Però è strano...mi pareva di ricordare che dare del buffone al Primo Ministro fosse Utile critica sociale (Sentenza n. 19509/2006).
Mah...come cambiano i tempi! In un così breve lasso temporale, peraltro!
Lì è stato sonoramente affrontato da una quarantina di contestatori al grido di «Buffone», «Mortadella», «Vattene»! Una sorta di replica di quanto accaduto durante la manifestazione del 2 dicembre e alcuni giorni più tardi all'impianto di Fiat Mirafiori.
Ora il premier (si fa per dire), ben lungi dall'aver capito l'antifona, veste la maschera livida dell'offesa a lui tanto congeniale e scrive un'accorata (e)pistola al Resto del Carlino.
Vi lascio il piacere sopraffino di esaminare nel dettaglio questo squisito esercizio di logica, misura e coerenza.
E anche di memoria!
L'illuminato primo ministro (seh, vabbe') fa infatti riferimento a episodi di maleducazione che vanno tollerati e compresi...
Però è strano...mi pareva di ricordare che dare del buffone al Primo Ministro fosse Utile critica sociale (Sentenza n. 19509/2006).
Mah...come cambiano i tempi! In un così breve lasso temporale, peraltro!
04 dicembre 2006
Spies like US(SR)
Gerard Batten è un europarlamentare britannico.
Nel 1993 è stato uno dei membri fondatori dell'UK Independence Party, di cui è stato segretario dal 1994 al 1997, ed è stato eletto membro del Parlamento Europeo nel giugno 2004, e da allora fa parte del Comitato di Sicurezza e Difesa.
Durante un recente intervento nell'assemblea, ha rivelato alcune interessanti informazioni relative ad Aleksandr Litvinenko, l'ex-agente KGB recentemente defunto in seguito ad avvelenamento da radiazioni causate dal Polonio-210 cui era stato esposto a sua insaputa.
Tali rivelazioni fanno riferimento non solo ai personaggi coinvolti nella commissione Mithrokin, ma anche allo pseudo-uomo pseudo-politico che continua inspiegabilmente a riferirsi a se stesso fallacemente come "Presidente del Consiglio".
E' disponibile un contributo video proveniente da Channel 4.
E adesso come la mettiamo?
Ma naturalmente Batten sarà amico di Berlusconi...da cui queste infamanti calunnie! Nevvero?
Nel 1993 è stato uno dei membri fondatori dell'UK Independence Party, di cui è stato segretario dal 1994 al 1997, ed è stato eletto membro del Parlamento Europeo nel giugno 2004, e da allora fa parte del Comitato di Sicurezza e Difesa.
Durante un recente intervento nell'assemblea, ha rivelato alcune interessanti informazioni relative ad Aleksandr Litvinenko, l'ex-agente KGB recentemente defunto in seguito ad avvelenamento da radiazioni causate dal Polonio-210 cui era stato esposto a sua insaputa.
Tali rivelazioni fanno riferimento non solo ai personaggi coinvolti nella commissione Mithrokin, ma anche allo pseudo-uomo pseudo-politico che continua inspiegabilmente a riferirsi a se stesso fallacemente come "Presidente del Consiglio".
E' disponibile un contributo video proveniente da Channel 4.
E adesso come la mettiamo?
Ma naturalmente Batten sarà amico di Berlusconi...da cui queste infamanti calunnie! Nevvero?
Uno scricchiolio sinistro
Sabato scorso a Roma c'è stata la manifestazione contro il sedicente governo.
Magari non erano i 2 milioni propagandati da Berlusconi, ma di gente ce n'era senz'altro.
Peccato per le cifre che non ci fosse l'UDC...ma anche in tal caso si sarebbe trattato solo di numeri, mentre il loro leader Casini ha ormai in testa una strategia che non rientra nelle corde della CdL. E in verità non me la sento di biasimarlo più di tanto: lui ha una sua idea e non vuol fare da comprimario. Anche rischiando.
Quello che mi ha veramente impressionato, ma non stupito più di tanto, è stato sentire i commenti del centrosinistra e dei suoi sto(ic/lt)i sostenitori: da Sansonetti al TG2, a Prodi e Fassino, al blog di Beppe Grillo...è stato tutto un susseguirsi di affermazioni di superiorità sdegnata, bollando l'assemblea come un qualcosa di irrilevante, e tirando in ballo i soliti vecchi, ritriti refrain riguardanti l'insinuazione sull'evasione dei redditi, quella sulle connessioni con la mafia, gli insulti, i saluti fascisti...
Frizzi e lazzi che ormai mostrano la corda, e solo alcuni fedelissimi alla linea del "Meglio in rovina che Berlusconi al governo" continuano ad appassionarvisi (come hanno del resto fatto con quell'esempio raffazzonato di simil-docu-fiction di Deaglio) e a trovare in essi il Verbo rivelato.
La verità è che tanta sicumera serve solo a nascondere il livore che pervade questi biliosi individui, che con le loro esternazioni ricordano molto chi fischietta per non dar a vedere di aver paura.
Con un distinto sottofondo scricchiolante...come di unghie che scivolano sugli specchi su cui tentano di arrampicarsi.
Magari non erano i 2 milioni propagandati da Berlusconi, ma di gente ce n'era senz'altro.
Peccato per le cifre che non ci fosse l'UDC...ma anche in tal caso si sarebbe trattato solo di numeri, mentre il loro leader Casini ha ormai in testa una strategia che non rientra nelle corde della CdL. E in verità non me la sento di biasimarlo più di tanto: lui ha una sua idea e non vuol fare da comprimario. Anche rischiando.
Quello che mi ha veramente impressionato, ma non stupito più di tanto, è stato sentire i commenti del centrosinistra e dei suoi sto(ic/lt)i sostenitori: da Sansonetti al TG2, a Prodi e Fassino, al blog di Beppe Grillo...è stato tutto un susseguirsi di affermazioni di superiorità sdegnata, bollando l'assemblea come un qualcosa di irrilevante, e tirando in ballo i soliti vecchi, ritriti refrain riguardanti l'insinuazione sull'evasione dei redditi, quella sulle connessioni con la mafia, gli insulti, i saluti fascisti...
Frizzi e lazzi che ormai mostrano la corda, e solo alcuni fedelissimi alla linea del "Meglio in rovina che Berlusconi al governo" continuano ad appassionarvisi (come hanno del resto fatto con quell'esempio raffazzonato di simil-docu-fiction di Deaglio) e a trovare in essi il Verbo rivelato.
La verità è che tanta sicumera serve solo a nascondere il livore che pervade questi biliosi individui, che con le loro esternazioni ricordano molto chi fischietta per non dar a vedere di aver paura.
Con un distinto sottofondo scricchiolante...come di unghie che scivolano sugli specchi su cui tentano di arrampicarsi.
15 novembre 2006
Il silenzio è d'oro
E in determinati casi, certi personaggi dovrebbero attenersi a tale principio.
Magari al posto di fare certe affermazioni.
Dunque, in base a quanto sancisce il Diritto, secondo il Regio Decreto 16 marzo 1942 n. 267, come modificato dal Decreto Legge 14 marzo 2005 n. 35, l'imprenditore che si trova in stato d'insolvenza (ossia non è in grado di onorare regolarmente, con mezzi normali di pagamento, le obbligazioni assunte alle scadenze pattuite) è dichiarato fallito.
Ma tale norma prevede anche, come in questo caso dice giustamente Visco, che un ente pubblico non possa incappare nel fallimento, nemmeno se presenta dei bilanci in perdita.
A questo punto sorge spontanea una domanda, se vogliamo continuare a considerare il parallelo tra la realtà pubblica e quella privata. L'effetto principale della dichiarazione di fallimento è il così detto "spossessamento": all'atto pratico, il fallito perde l'amministrazione del proprio patrimonio, che è affidata ad un curatore fallimentare nominato dal Tribunale tra professionisti iscritti all'albo dei commercialisti, degli avvocati o dei ragionieri.
Orbene...nel caso dell'Ente pubblico, il fallito (il Sindaco? o chi?) perderebbe l'amministrazione di un patrimonio che NON E' suo!
Inoltre non si tratterebbe di un classico commissariamento: quest'ultimo provvedimento ha lo scopo di sostituirsi alla politica sino a quando non si a un nuovo sindaco o un nuovo presidente di provincia o regione. Ma l'attività va avanti ugualmente ed in questi casi creando ulteriori debiti.
Invece, quando il fallito viene spossessato dei suoi beni, smette anche di svolgere attività e il curatore ha come unico scopo realizzare il più possibile per pagare i creditori. Fatto questo l'attività finisce.
Bene, supponiamo quindi che il Comune di Bologna (tanto per citarne uno tanto caro al sedicente Presidente del Consiglio) non riesca a far fronte ai debiti accumulati. Viene nominato un curatore fallimentare, il sindaco viene spedito a casa a calci nel sedere e vengono portati in tribunale i libri contabili.
Mi spiega l'onorevole Visco:
Magari al posto di fare certe affermazioni.
Dunque, in base a quanto sancisce il Diritto, secondo il Regio Decreto 16 marzo 1942 n. 267, come modificato dal Decreto Legge 14 marzo 2005 n. 35, l'imprenditore che si trova in stato d'insolvenza (ossia non è in grado di onorare regolarmente, con mezzi normali di pagamento, le obbligazioni assunte alle scadenze pattuite) è dichiarato fallito.
Ma tale norma prevede anche, come in questo caso dice giustamente Visco, che un ente pubblico non possa incappare nel fallimento, nemmeno se presenta dei bilanci in perdita.
A questo punto sorge spontanea una domanda, se vogliamo continuare a considerare il parallelo tra la realtà pubblica e quella privata. L'effetto principale della dichiarazione di fallimento è il così detto "spossessamento": all'atto pratico, il fallito perde l'amministrazione del proprio patrimonio, che è affidata ad un curatore fallimentare nominato dal Tribunale tra professionisti iscritti all'albo dei commercialisti, degli avvocati o dei ragionieri.
Orbene...nel caso dell'Ente pubblico, il fallito (il Sindaco? o chi?) perderebbe l'amministrazione di un patrimonio che NON E' suo!
Inoltre non si tratterebbe di un classico commissariamento: quest'ultimo provvedimento ha lo scopo di sostituirsi alla politica sino a quando non si a un nuovo sindaco o un nuovo presidente di provincia o regione. Ma l'attività va avanti ugualmente ed in questi casi creando ulteriori debiti.
Invece, quando il fallito viene spossessato dei suoi beni, smette anche di svolgere attività e il curatore ha come unico scopo realizzare il più possibile per pagare i creditori. Fatto questo l'attività finisce.
Bene, supponiamo quindi che il Comune di Bologna (tanto per citarne uno tanto caro al sedicente Presidente del Consiglio) non riesca a far fronte ai debiti accumulati. Viene nominato un curatore fallimentare, il sindaco viene spedito a casa a calci nel sedere e vengono portati in tribunale i libri contabili.
Mi spiega l'onorevole Visco:
- Come fa il Comune a cessare l'attività? Sospendiamo tutti i servizi? Niente acqua potabile, niente elettricità, niente fogne, niente trasporti??? E gli abitanti li trasferiamo in massa???
- Che ne facciamo del territorio comunale? Viene ceduto ad un comune limitrofo? Magari messo all'asta pubblica? Così viene riscattato dal comune di Catanzaro, che dista 1000 km?
- I SOLDI PER PAGARE I CREDITORI DOVE LI ANDIAMO A PESCARE????
Il sonno della ragione genera mostri...
08 novembre 2006
Fantascienza
Gran ratatouille di finanziera all'italiana
Ogni giorno il febbrile lavoro del Ministero dell'Economia produce nuove norme che lasciano allibiti i più (e anche i meno) sulla loro effettiva utilità...più che febbrile, infatti, tale lavoro andrebbe etichettato come "febbricitante" poiché partorisce deliri degni del peggior Istituto di Igiene Mentale!
Vi consiglio di leggere questo articolo di Maurizio Blondet, che ancora una volta colpisce nel segno sottolineando come con la metodologia intrapresa dall'attuale Esecutivo (si fa per dire) la ripresa dell'Italia sia un miraggio ben lungi dall'essere realizzato.
Per un semplice motivo: tali provvedimenti tagliano le gambe a tutto campo all'imprenditoria privata, che dovrebbe essere la spina dorsale di qualunque nazione che non intenda essere identificata come "burosauro" (e come tale destinata all'estinzione).
Ma in effetti ci sono ulteriori aspetti allucinanti: la retroattività dei provvedimenti (che, come segnalato nell'articolo, è in aperto contrasto con lo Statuto del Contribuente sottoscritto dall'Italia) e la continua mutevolezza dei medesimi (regole e scadenze che cambiano senza soluzione di continuità, gettando nella confusione più totale chi deve sottostarci e palesando la preoccupante approssimazione che alberga nel processo decisionale - parolone che mal si adatta agli equilibrismi della compagine di governo...SI FA PER DIRE, ovviamente - di Visco e soci)
Il barcone Italia è sempre più alla deriva e di timonieri che sappiano quel che stanno facendo neanche l'ombra...
Vi consiglio di leggere questo articolo di Maurizio Blondet, che ancora una volta colpisce nel segno sottolineando come con la metodologia intrapresa dall'attuale Esecutivo (si fa per dire) la ripresa dell'Italia sia un miraggio ben lungi dall'essere realizzato.
Per un semplice motivo: tali provvedimenti tagliano le gambe a tutto campo all'imprenditoria privata, che dovrebbe essere la spina dorsale di qualunque nazione che non intenda essere identificata come "burosauro" (e come tale destinata all'estinzione).
Ma in effetti ci sono ulteriori aspetti allucinanti: la retroattività dei provvedimenti (che, come segnalato nell'articolo, è in aperto contrasto con lo Statuto del Contribuente sottoscritto dall'Italia) e la continua mutevolezza dei medesimi (regole e scadenze che cambiano senza soluzione di continuità, gettando nella confusione più totale chi deve sottostarci e palesando la preoccupante approssimazione che alberga nel processo decisionale - parolone che mal si adatta agli equilibrismi della compagine di governo...SI FA PER DIRE, ovviamente - di Visco e soci)
Il barcone Italia è sempre più alla deriva e di timonieri che sappiano quel che stanno facendo neanche l'ombra...
02 novembre 2006
Denigrazione
Un nuovo scandaloso complotto denigratorio è stato ordito dalla stampa internazionale ai danni dell'operato del nostro (SI FA PER DIRE) governo (si fa per dire).
E pensare che una volta, quando si trattava di dare contro a Berlusconi, erano tanto amici...invece ora il Financial Times si mette a fare il cattivone e a dire che il buon Padoa Schioppa è il meno convincente ta i ministri dell'Economia dei Paesi dell'UE.
(FT ha assegnato all'ex banchiere, unico tra i colleghi, una sola stella, facendone il fanalino di coda della graduatoria).
Che tempi! Neanche più degli amici ci si può fidare...
P.S.: Ma amici carissimi, niente paura! Possiamo andare avanti imperterriti perché il ministro proclama di "Non sentirsi bocciato"...d'altronde la differenza tra il predicare (in BCE) e il razzolare (a Palazzo Chigi) è una pratica usuale per quest'accozzaglia di fenomeni che qualche sto(ic/lt)o sostenitore si ostina a chiamare "governo".
Perché, come dice Fioroni, questo esecutivo non è "un monumento alla differenza che passa tra le parole e i fatti, com'è avvenuto col precedente governo"...io in verità l'unica analogia che vedo con un monumento sono le tracce lasciate dai piccioni...
E pensare che una volta, quando si trattava di dare contro a Berlusconi, erano tanto amici...invece ora il Financial Times si mette a fare il cattivone e a dire che il buon Padoa Schioppa è il meno convincente ta i ministri dell'Economia dei Paesi dell'UE.
(FT ha assegnato all'ex banchiere, unico tra i colleghi, una sola stella, facendone il fanalino di coda della graduatoria).
Che tempi! Neanche più degli amici ci si può fidare...
P.S.: Ma amici carissimi, niente paura! Possiamo andare avanti imperterriti perché il ministro proclama di "Non sentirsi bocciato"...d'altronde la differenza tra il predicare (in BCE) e il razzolare (a Palazzo Chigi) è una pratica usuale per quest'accozzaglia di fenomeni che qualche sto(ic/lt)o sostenitore si ostina a chiamare "governo".
Perché, come dice Fioroni, questo esecutivo non è "un monumento alla differenza che passa tra le parole e i fatti, com'è avvenuto col precedente governo"...io in verità l'unica analogia che vedo con un monumento sono le tracce lasciate dai piccioni...
27 ottobre 2006
Non fate a noi quel che noi faremo a voi
In questi giorni i simulacri di politici che ci governano (si fa per dire) hanno definitivamente perso quel che rimaneva della loro già questionabile faccia.
Mi riferisco alla questione delle indagini sulle Denunce dei Redditi dei personaggi in vista da parte dell'Agenzia delle Entrate.
I nostri "eroi", con in pole position il sedicente Presidente del Consiglio, si proclamano oltraggiati ed offesi, e hanno subito presentato un bell'esposto alla Procura di Milano.
In particolare, si tratterebbe di
Uno spionaggio tributario proseguito per quasi due anni e che per ora ha fatto ipotizzare alla Procura milanese il reato di accesso abusivo a un sistema informatico protetto, punito con la reclusione da 1 a 8 anni.
Tuttavia mi pare di ricordare che, nell'ambito del decreto legge Bersani-Visco, le nuove norme antievasione prevedano
una multa da 258 a 2065 euro, verso chiunque, chiamato a collaborare con il fisco, non denuncerà un evasore fiscale di propria conoscenza
Ma allora, scusate...voi pretendete che noi facciamo la spia, ma vi offendete quando qualcuno spia voi???
Se avessero ancora la faccia, quella di questi signori sarebbe ben tosta!
Mi riferisco alla questione delle indagini sulle Denunce dei Redditi dei personaggi in vista da parte dell'Agenzia delle Entrate.
I nostri "eroi", con in pole position il sedicente Presidente del Consiglio, si proclamano oltraggiati ed offesi, e hanno subito presentato un bell'esposto alla Procura di Milano.
In particolare, si tratterebbe di
Uno spionaggio tributario proseguito per quasi due anni e che per ora ha fatto ipotizzare alla Procura milanese il reato di accesso abusivo a un sistema informatico protetto, punito con la reclusione da 1 a 8 anni.
Tuttavia mi pare di ricordare che, nell'ambito del decreto legge Bersani-Visco, le nuove norme antievasione prevedano
una multa da 258 a 2065 euro, verso chiunque, chiamato a collaborare con il fisco, non denuncerà un evasore fiscale di propria conoscenza
Ma allora, scusate...voi pretendete che noi facciamo la spia, ma vi offendete quando qualcuno spia voi???
Se avessero ancora la faccia, quella di questi signori sarebbe ben tosta!
23 ottobre 2006
Non può essere vero
Sto sognando, vero? Mi sveglierò e l'incubo sarà finito, vero?
Perché non posso pensare che sia vero che un (presunto) Primo Ministro dica queste cose e con questa espressione, poi...
Montezemolo dice: "C'è ancora tempo per cambiar qualcosa, e ancora tutto non è perduto".
SPERIAMO!!!!
P.S.: "La Voce" dice giustamente:
Una Finanziaria non si limita a ridistribuire un reddito dato. Influenza la convenienza a produrne di nuovo, modificando gli incentivi a investire e a creare posti di lavoro: gli effetti davvero importanti per la crescita, il problema numero uno dell'Italia di oggi e di domani. La legge per il 2007 non incide sui nodi che un imprenditore affronta quotidianamente: costo dell'energia, risorse umane e difficoltà di sbocco sul mercato interno. Non c'è neanche la riduzione delle tasse sulle società. Eppure sono proprio le ragioni per cui nel nostro paese non si fa innovazione
Perché non posso pensare che sia vero che un (presunto) Primo Ministro dica queste cose e con questa espressione, poi...
Montezemolo dice: "C'è ancora tempo per cambiar qualcosa, e ancora tutto non è perduto".
SPERIAMO!!!!
P.S.: "La Voce" dice giustamente:
Una Finanziaria non si limita a ridistribuire un reddito dato. Influenza la convenienza a produrne di nuovo, modificando gli incentivi a investire e a creare posti di lavoro: gli effetti davvero importanti per la crescita, il problema numero uno dell'Italia di oggi e di domani. La legge per il 2007 non incide sui nodi che un imprenditore affronta quotidianamente: costo dell'energia, risorse umane e difficoltà di sbocco sul mercato interno. Non c'è neanche la riduzione delle tasse sulle società. Eppure sono proprio le ragioni per cui nel nostro paese non si fa innovazione
20 ottobre 2006
La classe non è acqua
Ieri anche Fitch e Standard & Poor (due delle tre maggiori agenzie di classificazione dei debiti a livello mondiale), hanno espresso il proprio parere sulla Finanziaria 2007 italiana.
Tradite le attese suscitate dal Dpef, dubbio il gettito dalla lotta all’evasione, indebitamento mascherato la misura sul Tfr, insufficiente il freno alle spese, insomma «risposta inadeguata del nuovo governo» che ha anzi compromesso le possibilità di riforma per tutta la legislatura.
Beh, non c'è che dire: davvero un ottimo lavoro! Per fortuna che c'è un esperto come Padoa-Schioppa all'Economia, altrimenti ci avrebbero messo alla porta della UE, con conseguente crisi isterica del Premier (si fa per dire), che pur di farci entrare in Europa si era personalmente impegnato a scipparci il 6 per mille dal conto corrente!
Come sempre virile ed onorevole la risposta di Prodi:
(La colpa è del governo Berlusconi, NdR): siamo certi che i prossimi giudizi, quelli cioè che terranno conto delle politiche economiche di questo governo e non di come il paese è stato lasciato dal precedente, vedranno registrare un segno positivo
Maestra...è stato Silvietto, non io!
Ah sì? Ma se si legge bene, i giudizi negativi delle due succitate agenzie si riferiscono specificamente ai punti contemplati nel provvedimento! Cos'è, anche quello l'ha redatto Berlusconi? E allora perché il Gatto e la Volpe sono andati in giro a sbandierarlo orgogliosamente?
Ma forse alcune delle roccaforti dello sto(lt/ic)o supporto a questa banda di inconcludenti si stanno disgregando: mentre Capezzone e Mastella cominciano a prendere le distanze dalla Finanziaria, il capo (si fa per dire) dell'esecutivo ha ricevuto l'accoglienza che si merita da parte di una consistente fetta di popolazione presente alla messa celebrata da Benedetto XVI a Verona.
(Ma, naturalmente, si trattava di "Una claque organizzata")
Tradite le attese suscitate dal Dpef, dubbio il gettito dalla lotta all’evasione, indebitamento mascherato la misura sul Tfr, insufficiente il freno alle spese, insomma «risposta inadeguata del nuovo governo» che ha anzi compromesso le possibilità di riforma per tutta la legislatura.
Beh, non c'è che dire: davvero un ottimo lavoro! Per fortuna che c'è un esperto come Padoa-Schioppa all'Economia, altrimenti ci avrebbero messo alla porta della UE, con conseguente crisi isterica del Premier (si fa per dire), che pur di farci entrare in Europa si era personalmente impegnato a scipparci il 6 per mille dal conto corrente!
Come sempre virile ed onorevole la risposta di Prodi:
(La colpa è del governo Berlusconi, NdR): siamo certi che i prossimi giudizi, quelli cioè che terranno conto delle politiche economiche di questo governo e non di come il paese è stato lasciato dal precedente, vedranno registrare un segno positivo
Maestra...è stato Silvietto, non io!
Ah sì? Ma se si legge bene, i giudizi negativi delle due succitate agenzie si riferiscono specificamente ai punti contemplati nel provvedimento! Cos'è, anche quello l'ha redatto Berlusconi? E allora perché il Gatto e la Volpe sono andati in giro a sbandierarlo orgogliosamente?
Ma forse alcune delle roccaforti dello sto(lt/ic)o supporto a questa banda di inconcludenti si stanno disgregando: mentre Capezzone e Mastella cominciano a prendere le distanze dalla Finanziaria, il capo (si fa per dire) dell'esecutivo ha ricevuto l'accoglienza che si merita da parte di una consistente fetta di popolazione presente alla messa celebrata da Benedetto XVI a Verona.
(Ma, naturalmente, si trattava di "Una claque organizzata")
16 ottobre 2006
Nulla da aggiungere
Vi segnalo un articolo di Maurizio Blondet del 13 ottobre scorso.
Scremandolo dal solito sensazionalismo, non c'è veramente null'altro da aggiungere, se non dire che mi trova assolutamente d'accordo: Mala tempora currunt!
Scremandolo dal solito sensazionalismo, non c'è veramente null'altro da aggiungere, se non dire che mi trova assolutamente d'accordo: Mala tempora currunt!
11 ottobre 2006
Anche i sindacati nel loro piccolo si incazzano
Questo governo (si fa per dire) è riuscito dove decenni di trattative hanno fallito: mettere d'accordo Confindustria e Sindacati. Almeno su un punto: la Finanziaria 2007 fa schifo!
Nel documento a sei mani del 3 ottobre, CGIL CISL e UIL professano il loro plauso alla ridefinizione delle aliquote IRPEF e agli impegni di spesa per il Mezzogiorno, oltre all’innalzamento della no tax area per i pensionati.
Tuttavia neanche loro mancano di segnalare come tutto il provvedimento sia stato redatto in modo approssimativo, senza punti di riferimento chiari.
In particolare:
- Rispetto invece agli impegni assunti dal Governo in sede di concertazione sulla destinazione del 40% della riduzione del costo del lavoro ai lavoratori dipendenti, richiesta da CGIL CISL UIL, occorre che il Governo chiarisca se, quanto e come tale impegno sia compreso nella manovra.
...
- (Valutiamo positivamente, NdR) la copertura dei rinnovi contrattuali dei pubblici, rispetto alla quale però chiediamo l’attivazione del tavolo negoziale per determinare la modularità delle risorse previste per il periodo 2006-2007.
...
- non condividiamo la riduzione dei trasferimenti agli Enti locali e la successiva possibilità di aumenti di addizionali IRPEF, ICI e tasse di scopo rischiano di vanificare gli effetti delle riforma fiscale con pesanti conseguenze sulla tenuta del potere d’acquisto, sulla qualità delle prestazioni erogate e sui riflessi sul personale. Nel documento avevamo chiesto l’attivazione di un tavolo specifico di confronto col governo e le autonomie locali che non si è mai realizzato: ribadiamo l’esigenza urgente onde apportare correttivi visibili nel testo della finanziaria.
- Il Patto per la salute è costruito su linee strategiche apprezzabili, ma ribadiamo la nostra contrarietà alle misure di compartecipazione dei cittadini alle spese sanitarie, come i ticket, che incidono ulteriormente sul reddito dei lavoratori dipendenti.
- Non condividiamo la mancata previsione di risorse per la stabilizzazione dei lavoratori precari negli enti locali e nella sanità, Ricerca e Università.
- Pur apprezzando le misure previste per l’emersione del lavoro nero, per quanto riguarda la stabilizzazione del lavoro precario avanzeremo proposte di intervento e modifica al testo presentato, ribadendo la richiesta contenuta nel documento del 18.9 di un lavoro di legislatura per il superamento della precarietà verso una buona e stabile occupazione.
...
- Per quanto riguarda l’istituzione del Fondo presso l’INPS per l’erogazione del TFR, riaffermiamo la priorità dello sviluppo della previdenza complementare e riteniamo necessario un confronto finalizzato ad un’intesa tra le parti sociali e l’esecutivo.
- Rivendichiamo la necessità della copertura del contratto del trasporto pubblico locale con l’indicazione nella legge finanziaria di risorse specifiche.
In pratica, cari signori, i contribuenti non sono fessi come voi credete, e non potete pretendere che abbocchino al vostro sventolio di grandi vantaggi mentre con l'altra mano gli sfilate gli Euro dal portafoglio!
L'abominio è poi rappresentato dalla norma sul TFR: il criterio per cui vengono presi i soldi dei lavoratori per tappare un buco che non si sa come riempire presenta un ostacolo così grosso che ci viene da chiedere se quando hanno redatto il testo abbiano fatto il gioco del telefono senza fili ove ognuno ha scritto una frase senza guardare quel che gli altri avevano scritto prima!
Quando uno dei succitati lavoratori andrà in congedo...DA DOVE TIRERA' FUORI I SOLDI L'INPS per pagargli la pensione???
Fortunatamente c'è una soluzione per ogni problema: basta innalzare l'età pensionabile agli 80 anni et voilà...niente più emergenza pensioni!
Nel documento a sei mani del 3 ottobre, CGIL CISL e UIL professano il loro plauso alla ridefinizione delle aliquote IRPEF e agli impegni di spesa per il Mezzogiorno, oltre all’innalzamento della no tax area per i pensionati.
Tuttavia neanche loro mancano di segnalare come tutto il provvedimento sia stato redatto in modo approssimativo, senza punti di riferimento chiari.
In particolare:
- Rispetto invece agli impegni assunti dal Governo in sede di concertazione sulla destinazione del 40% della riduzione del costo del lavoro ai lavoratori dipendenti, richiesta da CGIL CISL UIL, occorre che il Governo chiarisca se, quanto e come tale impegno sia compreso nella manovra.
...
- (Valutiamo positivamente, NdR) la copertura dei rinnovi contrattuali dei pubblici, rispetto alla quale però chiediamo l’attivazione del tavolo negoziale per determinare la modularità delle risorse previste per il periodo 2006-2007.
...
- non condividiamo la riduzione dei trasferimenti agli Enti locali e la successiva possibilità di aumenti di addizionali IRPEF, ICI e tasse di scopo rischiano di vanificare gli effetti delle riforma fiscale con pesanti conseguenze sulla tenuta del potere d’acquisto, sulla qualità delle prestazioni erogate e sui riflessi sul personale. Nel documento avevamo chiesto l’attivazione di un tavolo specifico di confronto col governo e le autonomie locali che non si è mai realizzato: ribadiamo l’esigenza urgente onde apportare correttivi visibili nel testo della finanziaria.
- Il Patto per la salute è costruito su linee strategiche apprezzabili, ma ribadiamo la nostra contrarietà alle misure di compartecipazione dei cittadini alle spese sanitarie, come i ticket, che incidono ulteriormente sul reddito dei lavoratori dipendenti.
- Non condividiamo la mancata previsione di risorse per la stabilizzazione dei lavoratori precari negli enti locali e nella sanità, Ricerca e Università.
- Pur apprezzando le misure previste per l’emersione del lavoro nero, per quanto riguarda la stabilizzazione del lavoro precario avanzeremo proposte di intervento e modifica al testo presentato, ribadendo la richiesta contenuta nel documento del 18.9 di un lavoro di legislatura per il superamento della precarietà verso una buona e stabile occupazione.
...
- Per quanto riguarda l’istituzione del Fondo presso l’INPS per l’erogazione del TFR, riaffermiamo la priorità dello sviluppo della previdenza complementare e riteniamo necessario un confronto finalizzato ad un’intesa tra le parti sociali e l’esecutivo.
- Rivendichiamo la necessità della copertura del contratto del trasporto pubblico locale con l’indicazione nella legge finanziaria di risorse specifiche.
In pratica, cari signori, i contribuenti non sono fessi come voi credete, e non potete pretendere che abbocchino al vostro sventolio di grandi vantaggi mentre con l'altra mano gli sfilate gli Euro dal portafoglio!
L'abominio è poi rappresentato dalla norma sul TFR: il criterio per cui vengono presi i soldi dei lavoratori per tappare un buco che non si sa come riempire presenta un ostacolo così grosso che ci viene da chiedere se quando hanno redatto il testo abbiano fatto il gioco del telefono senza fili ove ognuno ha scritto una frase senza guardare quel che gli altri avevano scritto prima!
Quando uno dei succitati lavoratori andrà in congedo...DA DOVE TIRERA' FUORI I SOLDI L'INPS per pagargli la pensione???
Fortunatamente c'è una soluzione per ogni problema: basta innalzare l'età pensionabile agli 80 anni et voilà...niente più emergenza pensioni!
09 ottobre 2006
Dall'estero ci guardano...
L'Economist aveva grandi aspettative riguardo al nuovo esecutivo.
Puntualmente smentite, com'è sotto gli occhi di tutti - tranne che degli sto(lt/ic)i sostenitori dotati di occhiali griffati Salumi Beretta e di odio viscerale verso il Cavaliere.
E anche l'Economist stesso svela quello che su questo blog si va dicendo dal suo esordio (e che il sottoscritto ripete da 10 anni): destra o sinistra...cambiare tutto per non cambiare niente!
Interessante il rumore prodotto dalle unghie di Pecoraro Scanio mentre scivola tentando disperatamente di abbarbicarsi sul vetro che reca torreggianti la regola aurea prima della nuova maggioranza (si fa per dire): "Quel che fai tu non va bene, ma se lo faccio io va bene"
«Premesso che l'Economist non è mai stato benevolo coi governi italiani, con Berlusconi la credibilità del nostro Paese è peggiorata. E quindi è inevitabile che anche i nostri atti vengano letti con un pregiudizio negativo»
Mi perdoni, messer Pecoraro, ma queste sono scuse da asilo nido...fino a quando continueremo ad imputare le castronerie dell'attuale governo (si fa per dire) al precedente?
Ma un minimo di assunzione di responsabilità non è contemplata dalla vostra etica?
L'unica voce che si distingue (e per la seconda volta devo fargli un plauso, nonostante il personaggio mi sia poco simpatico) per obiettività è Marco Rizzo:
Per Marco Rizzo (Pdci) il settimanale ha ragione sul fisco, «perché alla fine un operaio di Mirafiori con moglie e due figli a carico ci rimette», ma ha torto sulla richiesta di maggior rigore: «La gente è già infuriata così».
Chissà come mai adesso il centrosinistra non impugna più baldanzoso il prestigioso settimanale finanziario d'oltremanica come faceva quando quest'ultimo criticava Berlusconi?
Se l'attuale esecutivo vuol dimostrare di avere interesse per qualcosa di più che il proprio attaccamento al cadreghino (cosa della quale dubito fortemente), deve cominciare con un bel bagno di umiltà, smettendola in primis di comportarsi come gli intoccabili "Unti del Signore" (atteggiamento tanto criticato nel Cavaliere)...ma anche qua dubito che ne abbiano la capacità, e buona parte di responsabilità è imputabile all'atteggiamento degli sto(ic/lt)i sostenitori...
Puntualmente smentite, com'è sotto gli occhi di tutti - tranne che degli sto(lt/ic)i sostenitori dotati di occhiali griffati Salumi Beretta e di odio viscerale verso il Cavaliere.
E anche l'Economist stesso svela quello che su questo blog si va dicendo dal suo esordio (e che il sottoscritto ripete da 10 anni): destra o sinistra...cambiare tutto per non cambiare niente!
Interessante il rumore prodotto dalle unghie di Pecoraro Scanio mentre scivola tentando disperatamente di abbarbicarsi sul vetro che reca torreggianti la regola aurea prima della nuova maggioranza (si fa per dire): "Quel che fai tu non va bene, ma se lo faccio io va bene"
«Premesso che l'Economist non è mai stato benevolo coi governi italiani, con Berlusconi la credibilità del nostro Paese è peggiorata. E quindi è inevitabile che anche i nostri atti vengano letti con un pregiudizio negativo»
Mi perdoni, messer Pecoraro, ma queste sono scuse da asilo nido...fino a quando continueremo ad imputare le castronerie dell'attuale governo (si fa per dire) al precedente?
Ma un minimo di assunzione di responsabilità non è contemplata dalla vostra etica?
L'unica voce che si distingue (e per la seconda volta devo fargli un plauso, nonostante il personaggio mi sia poco simpatico) per obiettività è Marco Rizzo:
Per Marco Rizzo (Pdci) il settimanale ha ragione sul fisco, «perché alla fine un operaio di Mirafiori con moglie e due figli a carico ci rimette», ma ha torto sulla richiesta di maggior rigore: «La gente è già infuriata così».
Chissà come mai adesso il centrosinistra non impugna più baldanzoso il prestigioso settimanale finanziario d'oltremanica come faceva quando quest'ultimo criticava Berlusconi?
Se l'attuale esecutivo vuol dimostrare di avere interesse per qualcosa di più che il proprio attaccamento al cadreghino (cosa della quale dubito fortemente), deve cominciare con un bel bagno di umiltà, smettendola in primis di comportarsi come gli intoccabili "Unti del Signore" (atteggiamento tanto criticato nel Cavaliere)...ma anche qua dubito che ne abbiano la capacità, e buona parte di responsabilità è imputabile all'atteggiamento degli sto(ic/lt)i sostenitori...
06 ottobre 2006
Del male razzolare e poi ben parlare
Su EffeDiEffe, Blondet fa un confronto fra quello che fu e quello che sarà in virtù della nuova Finanziaria, in materia di donazioni in denaro a parenti in linea diretta.
E nota una vistosa incongruenza, che già io avevo riscontrato e citato in un mio precedente post...
Se Prodi avesse fatto la sua generosa donazione ai figli oggi anziché ieri, sotto le sue proprie leggi, avrebbe pagato il 4% su 770.00 euro: ossia 30.800 euro.Una bella sommetta anche questa.Il fisco non l'avrà, se l'è tenuta papà Prodi.
Però gli sto(ic/lt)i sostenitori dell'operato di questo governo da operetta (anzi, da commedia all'italiana) non vogliono vedere: per loro l'importante è che a Palazzo Chigi non sieda più l'odiato Berlusconi...
Loro preferiscono credere alla favoletta
E nota una vistosa incongruenza, che già io avevo riscontrato e citato in un mio precedente post...
Se Prodi avesse fatto la sua generosa donazione ai figli oggi anziché ieri, sotto le sue proprie leggi, avrebbe pagato il 4% su 770.00 euro: ossia 30.800 euro.Una bella sommetta anche questa.Il fisco non l'avrà, se l'è tenuta papà Prodi.
Però gli sto(ic/lt)i sostenitori dell'operato di questo governo da operetta (anzi, da commedia all'italiana) non vogliono vedere: per loro l'importante è che a Palazzo Chigi non sieda più l'odiato Berlusconi...
Loro preferiscono credere alla favoletta
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